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Arvind Krishna Mehrotra A una figlia non nata

Se una poesia potesse farti
esistere, ne scriverei una ora,
riempiendone le stanze con più
pelle e tessuti di quanti un corpo non abbia bisogno,
riempiendone le righe di parole,
ti darei persino le unghie rosicchiate

E gli occhi nocciola di tua madre,
perché così mi parvero. La vidi
una volta sola dal finestrino di un treno,
in un campo giallo. Indossava
un abito di colore spento. Faceva freddo.
Credo che volesse dire qualcosa.

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