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Aldo Busi L’amore

A volte penso di essere un sogno
che qualcuno si è dimenticato di fare, il sogno
nel cassetto aperto nel momento
sbagliato, il dormiveglia di una dalia d’inverno
che lascia i suoi petali alla brina che l’uccide
grata di conservare intatto il suo cuore,
il cuore del cuore per la primavera alle porte:
àprile tu, o tu, o tu, aprimi tu, o tu, o tu… Tu?

Che come me, pensi a volte di essere un sogno
che qualcuno si è dimenticato di fare, un’altalena
occupata che qualcuno si è dimenticato di spingere:
spingila tu, o tu, o tu, spingimi tu, o tu… Tu?

A volte penso di essere una foto con l’autoscatto
venuta fuori trasparente che non si vede bene,
che si vede niente, un nastro dimenticato
annodato sul letto che da solo non sa sciogliere questo nodo:
scioglilo tu, o tu, o tu, scioglimi tu, o tu, o tu… Tu?

Io non ricordo più come fu, che tu, o tu,
possiedi le dita delle mie mani, le labbra della mia bocca,
il cuore che usa me, per battere in se, per battere in te…
O tu, o tu, o tu… Tu?
Pulsalo tu, o tu, o tu, pulsami tu… Tu?

A volte penso di essere un sogno che qualcuno
si è dimenticato di fare,
o tu, o tu, o tu… Tu?

Ma poi non ci penso più…

Dedicata a Loredana Bertè (1997)

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