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Alda Merini La zanzara

Io avevo un grande stabile
ero stabilmente sicuro
di essere padrone
dell’intero universo.
Avevo una piccola casa
che stava dentro un dito
e con questa mia casa
giravo all’infinito.
Poi malgrado la porta
è entrata una zanzara,
una specie assai rara
di che tipo non so.
Portava una gonnella,
era abbastanza bella.
Mi punse sulla lingua
e non ti scrissi più.
Questa zanzara folle
apre le mie finestre,
calpesta le mie zolle,
io non ti amo più.
Macro foto di una zanzaraÈ gelosa del canto,
persino delle scale,
un po’ scende un po’ sale,
tiene la testa all’ingiù.
È una bambola matta,
assieme ad un coniglio
che ha portato scompiglio
dentro la terra mia.
Suono un’Ave Maria
e prego intensamente
di diventar demente
per non soffrire più.

 

Cantata e musicata da Giovanni Nuti

 

 

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