POESIE

Adonis
Deserto

Le città si dissolvono, e la Terra è un carretto carico di polvere.
Soltanto la poesia sa come associare se stessa a questo luogo.

Nessuna strada conduce a questa casa, a questo assedio,
e la sua casa è un cimitero.
In lontananza, sopra la casa
una luna perplessa penzola
da fili di polvere.

Io dissi: è questa la strada per casa mia, lui disse: No
tu non puoi passare, e mi puntò contro il fucile.
Molto bene allora, gli amici e le loro case
di tutta Beirut sono miei compagni.

Strada di sangue, adesso –
Il sangue di cui parlava un ragazzo
sussurrò ai suoi amici:
nulla resta nel cielo ora
tranne buchi che chiamiamo “stelle”.

La voce della città era troppo dolce, anche i venti
non avrebbero intonato le sue corde –
Il volto della città sorrideva raggiante
come un bambino che prepara i suoi sognial calar della sera
aspettando che il mattino gli si sieda accanto.

Hanno trovato alcune persone in dei sacchi
una persona          senza testa
una persona          senza mani, o lingua
una persona          sgozzata
e gli altri non hanno più forma né nomi.
– Siete pazzi? Vi prego
non scrivete queste cose.

Una pagina in un libro
bombe che vi si specchiano dentro
profezie e proverbi di polvere vi si specchiano dentro
chiostri che vi si specchiano anch’essi, un tappeto fatto di un alfabeto
sciolto nodo per nodo
cade sul volto della città, sfuggendo agli aghi del ricordo.
Un assassinio nell’aria della città, nuotando tra la sua ferita –
la ferita è un crollo
che tremava a sentire il suo nome – l’ emorragia del suo nome
e tutto ciò che ci circonda –
a sinistra le case le loro mura alle spalle
e Io non sono più a lungo Io.

Forse verrà un momento in cui accetterete
di vivere sordi e muti, forse
vi permetteranno di mugugnare: morte
e vita
resurrezione
e pace su di voi.

Dal vino delle palme alla quiete del deserto…et cetera
da bombe nascoste nelle preghiere dei monoteisti e degli infedeli…et cetera
da ferro che trasuda ferro e dissangua la carne
da campi che attendono grano, ed erba e mani di braccianti…et cetera
da mura che circondano i nostri corpi
e ci ricoprono di buio…et cetera
la leggenda di un morto che annuncia la vita, che governa le nostre vite…et cetera
da parole che sono massacro e massacro e squarci nelle gole…et cetera
dalla oscurità alla oscurità alla oscurità
Respiro, tocco il mio corpo, cerco me stesso
e cerco te, lui, gli altri.

ed appendo la mia morte
tra il viso e questa emorragia di parole…et cetera

Voi vedrete –
dite il suo nome
dite che avete disegnato il suo viso
stendete le braccia verso di lui
oppure sorridete
o ditemi che un tempo ero felice
ditemi che un tempo invece ero triste
vedrete:
qui non c’è nessuna patria.

L’assassinio ha cambiato la forma della città -questa roccia
è la testa di un bambino –
e questo fumo è stato respirato da polmoni di uomini.
Ogni cosa recita il proprio esilio…un mare
di sangue – e cosa
vi aspettate in queste mattine se non che le loro arterie siano pronte a salpare
nella oscurità, nell’onda di marea del massacro?

Restate svegli con lei, non cedete-
lei siede morta nel suo abbraccio
e gira e rigira i suoi giorni
fogli di carta stracciati.
Custodite l’ ultima immagine
della sua topografia –
lei gira e si rigira nella sabbia
in un oceano di scintille-
sui suoi corpi
stanno le macchie dei lamenti degli uomini.

Semi dopo semi sono stati gettati nella nostra terra –
nei campi che si nutrono delle nostre leggende,
custodite il segreto di questo sangue.
Io parlo del profumo delle stagioni
e del lampo improvviso nel cielo

Tower Square – ( una incisione mormora i suoi segreti per bombardare i ponti…)
Tower Square – ( un ricordo cerca la sua forma tra la polvere e il fuoco…)
Tower Square – ( un vasto deserto preferito dai venti e vomitato…da loro stessi…)
Tower Square – ( è magico vedere cadaveri / agitare braccia e gambe in un vicolo , e i loro fantasmi in un altro / e sentirne i singhiozzi…)
Tower Square – ( Ovest ed Est le forche sono pronte – martiri, comandi…)
Tower Square – ( una fila di carovane: mirra e gomma Arabica e muschio e spezie che danno inizio alla festa…)
Tower Square – ( lascia che il tempo trascorra…nel nome stesso del luogo)
Cadaveri o distruzione,
è questa la vera faccia di Beirut?
e cosa è questo?
una campana? oppure un grido?
Un amico?
Sei tu? Benvenuto.
Sei partito? Sei tornato? Che notizie ci porti?
Un vicino è stato ucciso…

Un gioco
Hai tirato i dadi.
Oh, solo una coincidenza
Strati di tenebra
e le parole trascinano altre parole.

Da “Il libro dell’assedio”

HERE the English version

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