Passato un mese:
che solitudine 😔

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Praticamente è passato un mese, sembrano anni. Cari amici, decisamente dura ma è inutile stare qui a parlare delle cose non buone che vanno comunque affrontate giorno dopo giorno, ci sono altre cose che mi piacerebbe condividere con voi, cose speciali, piccole cose speciali.

Per quello che riguarda motivo per cui sono qui in questa modernissima, bellissima e nuovissima stanza di ospedale, ogni giorno è diverso, ogni giorno c’è un problema nuovo che il personale medico e di assistenza affronta tappando i buchi che si aprono esattamente come il famoso bambino della diga olandese. La cosa strana è che pare ci siano una inesauribile serie di effetti collaterali di cui alcuni sembra siano specifici miei e che non avevano ancora visto e che quindi studiano, che a me personalmente complicano la vita, e peraltro continuano a farmi riempire di nuovi farmaci, di nuove flebo, nuovi esami eccetera eccetera. Attualmente le complicazioni maggiori sono un infezione ai polmoni che solo recentemente dopo una broncoscopia sono riusciti attraverso delle colture batteriche ad individuare e che guarda caso potrebbe essere un fungo piuttosto raro che il mio sistema immunitario ridotto a zero si è beccato. Purtroppo il dannato funghetto mi ha praticamente ridotto del 70% la capacità di respirare e non è una bella cosa. E poi infinite altre complicazioni che fanno scattare tutti gli allarmi possibili con conseguente invasione della stanza di macchinari stile NASA per controllare cuore, per fare raggi, per fare ecografie …per fare di tutto.

La cosa più dura da affrontare, oltre alla solitudine totale dovuta all’isolamento COVID e all’isolamento per proteggermi, è il fatto di brancolare nel buio: praticamente per quanto riguarda l’infusione dei supereroi, non si sa nulla. Ho fatto già due pet che non hanno rilevato nulla per il momento ma la norma è di potere vedere se ci sarà un effetto dopo un mese come minimo. E allora si sta qui e si aspetta, cercando di tenere sotto controllo paure, pensieri, speranze, soprattutto queste ultime ed è dura.

Ecco perché detto quello che ho detto come aggiornamento, preferisco parlare di tutte le piccole cose che sono accadute e che accadono quotidianamente, e che sono bellissime, mi fanno sentire in pace, mi riempiono di gioia e di riconoscenza per averle ricevute. Ve ne faccio qualche esempio di cui metterò anche delle fotografie per fare capire quanto piccole ma quanto grandi siano queste cose.

Per esempio, questo reparto è un reparto ad isolamento totale per la sicurezza dei pazienti che sono stati tutti sottoposti a trapianti di cellule staminali, di midollo o altro quindi anche normalmente le visite sarebbero ridottissime, ma causa COVID sono completamente azzerate. Le uniche persone che vedo sono medici o il personale di assistenza. Però ho avuto la fortuna di avere una stanza al piano terra, questo è un padiglione nuovo inaugurato a febbraio, di due piani e solo un lato del piano terra ha la possibilità di fare vedere le persone dentro nelle camere. E io sono appunto in una di quelle camere, per cui appena scoperta la cosa la mia famiglia si è organizzata come potete vedere dalle foto, venendomi a trovare fuori dalla finestra, addirittura portandosi delle sedie da campeggio e parlandoci attraverso il telefono. Cosa che è avvenuta sotto la neve, sotto il sole, sotto la pioggia, visto che tutti questi climi ci stanno accompagnando in questo periodo. E vederli tutti lì, mi riempie il cuore di tenerezza e di calore, mi porta a chiedermi da dove veniva tutta questa mia fortuna, una famiglia unita, persone che ti accettano per quello che sei e che ti vogliono bene.

Se questo non bastasse, che dire di quello che hanno fatto e continuano a fare i miei figli? Chiara praticamente si è trasferita a casa nostra, lasciando la sua casa a Vancouver, lasciando il suo amatissimo bimbo peloso e anche quello meno peloso, cercando di organizzare il suo lavoro in modo da poterlo svolgere tutto a distanza. Cosa ovviamente non possibile e che sicuramente le ha fatto perdere una barca di soldi e soprattutto di serenità. È vero, i soldi non sono la cosa più importante, ma per una giovane coppia che sta iniziando ad affrontare la vita in questo momento, in una città costosa come quella di Vancouver, il rinunciare ai propri introiti solo per stare nella stessa città in cui tua madre è ricoverata, per dare una mano in casa, fare compagnia a tuo padre, non è una cosa che accada spesso. E tutto questo avviene da mesi ormai, anche quando io ero a casa prima del ricovero. E che dire se a tutto questo aggiungiamo il fatto che nell’ultimo mese, appunto da quando io sono ricoverata, anche Mike il suo ragazzo, ha fatto la stessa cosa e fino a 2 giorni fa sono stati a casa con Elio, lasciando la loro bellissima casa, lasciando Romeo amato bambino peloso di entrambi alle cure di una cat Sitter, rinunciando alla loro amata palestra in cui quotidianamente si allenano, per ritrovarsi a vivere in una stanza degli ospiti, lavorando su tavoli di fortuna e dando una mano in tutto. Ecco Mike posso solo dirti grazie per quello che stai facendo con, per ed insieme a Chiara. Di fronte a queste cose penso veramente di potere dire di essere una persona molto fortunata, a cui viene data la possibilità di vedere un futuro positivo per le persone che ama, perché può vedere i legami che si creano e diventano più forti in mezzo a sacrifici. E così puoi assistere all’avverarsi dei sogni che ogni madre ha sui propri figli, vedi la loro capacità di essere generosi con gli altri, di rendersi disponibili per essere utili e dare una mano, sapendo che sicuramente lo stesso atteggiamento verrebbe tenuto anche con altre persone nel momento della necessità.

E altrettanto posso dire per quello che riguarda Marco, che si è caricato di ogni possibile cosa pur di rendere la situazione più facile. Un esempio sciocco, ma di estremo valore nel nostro caso, e l’avere fatto deviare tutte le telefonate che arrivavano a casa mia sul suo cellulare, questo perché da me le uniche telefonate che arrivano sono ormai medici, ospedali, appuntamenti eccetera e la complicazione della lingua québécois rendevano la comprensione un inferno (ovviamente qui l’inglese non è molto praticato). Per non parlare delle infinite riunioni di lavoro chi ha dovuto rimandare, o del lavoro fatto negli orari più assurdi per potere mantenersi in pari. Tutto questo senza perdere un colpo, accettando anche i miei malumori e continuando ad andare avanti a testa bassa aiutato in tutto questo da Meagan la sua ragazza dal sorriso perenne, anche lei sempre presente e pronta a dare una mano.

Ecco, aggiungiamo un altro esempio, piccolo piccolo. In ospedale forniscono delle calamite per poter appendere sulla parete delle fotografie, ricordi, qualcosa che ti aiuti ad andare avanti, una cosa bellissima secondo me. Ovviamente i miei tempi del digitale di fotografie stampate ce ne sono ben poche, ma appena scoperta la cosa i ragazzi hanno provveduto a risolvere il problema facendo stampare una serie di foto e scrivendo dei piccoli manifesti di incoraggiamento che sono appesi qui di fronte ai miei occhi, sotto la televisione che non accendo mai, perché è molto meglio guardare quei visi sorridenti, leggere quelle frasi che non guardare la televisione. Ed anche di questo vi allego delle foto per farvi capire. Sono proprio le piccole cose che cambiano la vita, quelle grandi possono distruggerla può addirittura possono portarti via la vita, ma le piccole cose riescono a darti un calore che che scaccia ogni paura, che ti aiuta a cercare di mantenere sempre un pensiero positivo e che ti porta ogni momento ricordare che hai fatto una promessa, fatta proprio a loro, che avrei combattuto con tutte le mie forze. E lo sto facendo, perché anche quando vorrei mollare guardo quei visi sorridenti e mi rendo conto di non poterlo fare. Ci sono tutti, pure Dado, scorbutico peloso di casa.

Dulcis in fundo, Elio, detto anche ilpoveroelio (tutto attaccato)❣️ lui resta nell’ ombra, forse per scelta, ma è un’ombra luminosa, in cui si vede tutto il suo amore, nei piccoli gesti come il cercare di trovare qualcosa a tutti i costi da portarmi da mangiare, con le proposte più assurde del tipo “ti piacciono gli spinaci te li porto”. O il preparare degli scatolini in cui mettere pezzetti sottilissimi di Parmigiano Reggiano, prosciutto cotto ovviamente quello italiano, Simmenthal la mia salvezza. Se gli chiedessi la luna, farebbe l’impossibile per portarmela: una certezza che ho sempre avuto, che io forse ho sempre dato per scontato, ma che in questi mesi illumina la mia vita.

Queste sono solo pochi esempi di queste piccole meravigliose cose, ne parlo perché è stata la malattia a permettermi di scoprire l’esistenza nelle nostre vite di tutto questo. Queste piccole perle luminose ci sono ogni giorno nella vita di ognuno di noi, ma siamo troppo presi da altri pensieri per poterle veramente apprezzare. Mi piace parlarne, vorrei che per ognuno di voi accadesse lo stesso, senza l’intervento spiacevole di una malattia. Credo sia solo questione di mostrare più attenzione a quello che ci circonda; vederlo, non solamente percepirlo, e rispondere con altrettante piccole stelle luminose perché così il mondo diventa molto migliore, si sente veramente l’amore che ci unisce, e sappiamo tutti bene che in fondo l’unica cosa che conta è proprio l’amore.

Spero di non avervi annoiato troppo, ma ci tenevo a dirvi queste cose e a farvi avere queste immagini che per me hanno un senso enorme, il senso delle piccole cose che reggono il mondo. Non si costruisce nulla senza partire da un mattone e queste cose sono tutte piccoli mattoni che ci permettono di costruire un ambiente di vita migliore, una vita che vale veramente la pena di vivere. Grazie a chi è rimasto, grazie di esserci e spero di potere prima o poi tornare alle poesie e alle citazioni 😘

Firma LIO con impronta di zampa

PS Perdonate gli errori, ma scrivere e dettare dal tablet è un incubo! Rivoglio il mio PC e il mio monitor da 47″ 🤪

5 risposte

  1. Sempre grazie per i tuoi scritti., ricchi di emozioni e speranza. Tieni duro anche se non ci sarebbe bisogno di dirtelo, sei una forza immane. Un grandissimo abbraccio. Flavio.

  2. Ciao sono contenta per te anche se molto dura. Hai una meravigliosa famiglia che ti ama e l’amore può tutto. ……ti auguro di tornare presto a casa. Un abbraccio forte forte pat lilli Lillo

  3. Cio e prima volta che ti scrivo (un amico italiano mi ha menzionato questo tuo sito, e come anche io sono di Montreal) ti ho mandato un e-mail. Spero che non ti disturbo e che se possiamo sciogliere un po la solitudine mi faro molto piacere.

  4. Ciao Lio, ti seguo da tanto tempo ma non ti avevo mai scritto prima..ogni tanto ti cerco per avere aggiornamenti, è ossigeno puro vedere e “sentire” l’amore profondo dei tuoi cari , che dà un senso a quanto vivi , che dona forza dirompente ogni volta che guardi quei sorrisi… quanto amore hai donato e quanto ne doni… grande Donna , ti abbraccio col Cuore. Daniela

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