Il coraggio di vivere

Il coraggio di vivere

In una giornata tutto è cambiato e si è ritornati al solito tran tran.
Disfatti in poche ore tutti gli addobbi per le feste che con tanta fatica Elio ed io avevamo messo sapendo che Chiara ama l’atmosfera natalizia; riportati nel basement le scatole delle decorazioni, le carte per i regali e tutti i nastri e i fiocchi che per qualche giorno avevano dato un colore diverso alla casa.

Chiara stamani alle 5.30 è ripartita per Montréal ed insieme a lei si è spenta la casa. Realmente ho spento la stufa che scalda metà casa ed io sono tornata alle mie temperature semi glaciali (sui 13 gradi e anche meno in camera da letto). Resta al caldo la parte in cui Elio trascorre la maggior parte del suo tempo e in cui passiamo insieme il nostro tempo comune. Io sembro non sopportare assolutamente più le normali temperature, forse perché non si possono reggere salti troppo forti di temperatura tra il dentro e il fuori…. dentro sono gelata e senza vita e quindi per reggere debbo avere freddo anche fuori !!
Eccomi di nuovo dopo ben 5 giorni … il problema è che sono stile automa. In pratica non ho voglia di fare nulla e per non assecondare questa inclinazione inizio la mattina presto a lavorare sui miei testi di aforismi, poesie e citazioni. E vado avanti come una macchina tutto il giorno e non faccio altro. Per scrivere di me e di quello che sento ci vuole comunque una spinta di quello che ero, il desiderio o la necessità di raccontare il buio che sento dentro, le difficoltà che cerco di affrontare. Ci vuole  il coraggio di guardare dentro di me e vedere le rovine che restano. E soprattutto debbo trovare il barbaro coraggio di sfogarmi con me stessa, di scrivere sapendo che parlo al deserto, che non riceverò nessuna risposta,   che la morsa della solitudine resterà uguale.
Ed alle volte questo è il deterrente più  forte. Avevo iniziato questa avventura del sito tanti anni fa proprio perché volevo lasciare qualcosa di me visto che nella realtà ormai non esistevo più, ero assolutamente inutile. Dopo 8 anni mi sono resa conto che i miei tentativi erano ridicoli e mi sono detta che dovevo salvare almeno quel sogno, impegnarmi per creare un sito o meglio, un punto d’incontro tra me e il resto del mondo che ormai non potevo più vivere.
Volevo ricreare un punto di contatto, desideravo vedere ” la luce alla fine del tunnel” per potere continuare ad avere un punto verso cui camminare. Da qui il lavoro di questo ultimo anno, il tentativo di rifare Liosite, poi l’ennesima “craniata”.
Rendersi conto che stai parlando nel vuoto o, ancor peggio, parli ad uno specchio. Peggio decisamente questa ultima possibilità, perché io di parlare con me stessa non ne posso più!!
È mai capitato a qualcuno di voi, inesistenti amici che mi sono inventata, di parlarvi da soli a voce alta  e di rispondervi con la voce della mente? Beh, io lo faccio da tanto tempo…… eppure non credo di essere mentalmente instabile, solo che questa tattica mi riesce ad illudere che non sono sola. E quindi la accetto come fosse una cosa normale……..
Avrei mollato tutto, chiuso il sito, cancellati i backup quando mi sono resa conto che parlavo al vento, che nessuno mai aveva risposto a quanto dicevo o commentato quello che facevo. Anche se capisco che le persone normali hanno una vita, piena di impegni, figli, nipoti, lavoro, una vita sociale, amici……

Ma poi mi sono resa conto che se mollavo anche questo mio unico e ultimo appiglio, non mi sarebbe rimasto nulla per cui alzarmi il mattino, accendere il PC e iniziare a fare qualcosa occupando il tempo. E avrei lasciato andare tutto richiudendomi sempre di più nei ricordi e nei sensi di colpa. Avrei continuato solo a macerarmi nei miei 1000 fallimenti, ricordando tutti gli errori commessi e tutte le cose che ormai sono nel passato e di cui non posso cambiare nulla. E questa sarebbe stata la fine e non potevo farlo. Almeno non ancora.

Che ne abbia o meno voglia, so di avere ancora un piccolo ruolo da svolgere e una persona a cui servo. E non posso tradirla visto che sono io che l’ho costretta vivere una infinita serie di difficoltà. E se la mia presenza può anche solo un pochino aiutarla, allora io non posso mollare e allora debbo trovare un bastone per reggermi ancora. E il mio bastone è Liosite !!!

Quante cretinate stai scrivendo Lio, ma stamani va bene così: mi sono alzata con un magone che mi chiudeva la gola, constatando che le gambe mi stanno mollando e che avevo paura di affrontare una nuova giornata! E allora dovevo esorcizzare tutto questo e lo ho fatto scrivendo, mettendo a nudo quello che provo, almeno una piccolissima parte.
E ora posso ricominciare a lavorare sui miei testi e ricominciare a fingere che sia una cosa importante.

Il tempo scorre sempre allo stesso modo, nei momenti belli e in quelli orribili. L’importante è cercare di convincersene.
Se almeno nevicasse!!! La neve è sempre stata la cosa che mi dava serenità, quest’anno per la prima volta non si è praticamente vista e mi manca.

La mia firma con la zampa d'orso!

Dammi una mano: Condividi questo pensiero
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su tumblr
Condividi su print
Condividi su email

Copyright © 2003-2019 – Tutti i diritti riservati. – Disegnato e realizzato da Lio Saccocci

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!