Essere “ciccioni” in un mondo per “belli”

Essere “ciccioni” in un mondo per “belli”

È lunedì ed è strano che io lo sappia, di solito infatti non so mai il nome del giorno. Per me in fondo sono sempre uguali e quindi poco importa dare loro un  nome, se ne ho bisogno guardo il calendario del PC e voilà so che giorno è. Fa freddo (in Italia direbbero “stretti da una morsa di gelo polare” ma qui -15 è una temperatura normalissima) ma c’è uno splendido sole, caldo caldo ed abbagliante. Attraverso le finestre dello studio [cliccando su studio potrete andare alla galleria delle foto e vederlo, amo l’idea che chi legge possa immaginare dove sono a scrivere :oops:] la neve abbaglia, bianca e soffice, ancora pulita.

Debbo chiudere le tende perché acceca ma non vorrei perché scalda. Già, io soffro a tal punto per il caldo che la parte di casa in cui vivo solo io non la scaldo quasi per nulla e quindi con le temperature locali ora ho solo 13 gradi….. Direi che per non avere riscaldamento acceso, questa casa dimostri la validità dell’isolamento usato qui in Canada 😀 .
E allora di cosa mi dovrei lamentare? C’è il sole, la neve è splendida, non ho caldo ….. ma insomma dovrei essere felice e contenta, ma non lo sono e per giunta mi sento pure in colpa perché non riesco ad esserlo 🙁

Poco più di un anno fa con queste giornate sarei stata in giro a fotografare il mare ghiacciato, gli scoiattoli, gli uccellini; avrei goduto di quello che ho: una splendida natura che mi circonda. Ora non lo faccio più, non riesco a farlo né fisicamente né moralmente. Io ho sempre amato girare, vedere il mondo attraverso un obbiettivo. Ma la cosa che amo di più e condividere le cose che vedo con qualcuno, facendo una battuta, una risata, un commento. Insomma la scoperta in solitaria non fa per me. E questo spiega la parte “morale” 🙂 . Per la parte fisica il discorso è differente ma il risultato non cambia…. Camminare mi risulta molto difficile, ginocchia e anca mi stanno abbandonando, il fiato è quello che è: insomma camminare portandosi sulle spalle uno zaino di 60/70 chili non si può definire “noccioline” alla mia età. In 10 anni, da quando sono arrivata in Canada, ho “messo” 60 kg: un nulla!!!

E dopo tutti questi anni di tentativi e di cure senza risultato credo sia arrivato il momento di rinunciare: non si risolve nulla e quindi non resta che accettare la situazione. Quale senso può avere il fare esami del sangue ogni 2 mesi, aumentare i dosaggi delle pillole ogni due mesi e vedere comunque dei valori folli per la mia tiroide. Almeno per quanto posso vedere qui, il problema non esiste. In sei anni di questo andazzo la situazione non ha fatto altro che peggiorare ed io mi sono sentita dire dal “family Doctor” questa frase per centinaia di volte: ” È tutta colpa della tiroide, vedrà che risolveremo tutto.” Ed infatti puntualmente ogni mese il peso aumenta e gli esami non migliorano. 😉 Chissà perché mi viene in mente una pubblicità del carosello di quando ero bambina: “La pancia non c’è più”. Chissà se qualcuno se la ricorda… era quella di Mimmo Craig per l’olio Sasso sulla musica de “Il mattino” di Grieg. Eccolo qui  :

Per lui però era solo un sogno, per me è la realtà. Infatti è parte dei miei incubi l’idea che non ci starò nemmeno nella bara e che arriveranno con un muletto per portarmi a cremare :D:D
Tutto questo mi è venuto in mente leggendo un articolo sull’obesità stamani su Repubblica. Quanto soldi vengono sprecati per cercare solo di essere più forti per prevaricare altri popoli e quanto poco si fa per risolvere problemi reali. Si, capisco benissimo che i miei problemi sono di poco conto rispetto a quelli di altre persone e ammetto di avere ormai accettato che morirò a causa della “ciccia”. In fondo non è che ci sia molta differenza tra morire per un tumore o per l’obesità.
Non c’è differenza? :D:D
Pia illusione… credetemi la differenza esiste eccome! Un obeso è solo un ciccione, uno che non sa regolarsi… perché ad altro non si pensa. E, chi è causa del suo mal…pianga sé stesso!! Non c’è pietà per i grassi, non ce n’è mai stata. Sono solo i destinatari di scherzi, sarcasmo e prese in giro. Nessuno si pone mai la domanda: cosa c’è dietro e sotto quel grasso? Perché porsi questa domanda? È talmente ovvia la risposta! Ci sta solo uno che si abbuffa. Perché mai pensare che possa avere una qualsiasi malattia….. solo i magri fanno dire “Poveretto, deve essere malato”. E lo sguardo che eventualmente ti segue per strada non tocca la persona grassa – almeno per quanto mi riguarda – più di quanto non la tocchino i commenti. E sapete perché non fanno più male queste cose (ribadisco che io parlo per me) ? Perché il peggio che potresti sentire te lo sei già detto da sola. Io sono anni che evito di alzare lo sguardo se passo davanti ad uno specchio o ad una superficie riflettente. Sono anni che odio il mio aspetto e che vorrei mascherarlo con degli enormi sacchi che nascondano tutto.
Ecco perché non esco più di casa se non quando è indispensabile (le spese e poche altre cose indispensabili). E quando purtroppo debbo farlo vorrei potere essere da sola perché sto male se mi capita di vedere riflessa la mia immagine che zoppicando arranca accanto al consorte. Sa solo Iddio quanto mi vergogni 🙁
E quante occasioni che dovevano essere di festa e di gioia sono diventate solamente un incubo per me, giornate che mi hanno terrorizzato per giorni prima e fatto stare male durante e dopo. Volete un esempio? La laurea dei miei figli: un vero incubo. Ho continuato a pensare a quanto potevano vergognarsi di avere lì presente una madre così. In mezzo alle altre madri io ero sempre quella più mal vestita, quella più grassa, con i capelli lunghi pochi millimetri ed un viso porcino. E quel pensiero fisso nella tua mente….il cercare di non farsi vedere vicino a loro perché nessuno pensasse che io ero la madre. Ecco perché non ci sono foto con loro e non ci sono foto mie: meglio dimenticare in fretta la mia presenza. Ed ecco il motivo per cui non vorrei avere nessuno qui a Natale. Ma le persone, anche se sono i tuoi figli o tuo marito, non capiscono come ti senti: forse in fondo ci si abitua a quello che vedi sempre. Ma tu non ti abitui, non accetti e non potrai mai farlo: ci convivi perché non esiste scelta, continui ad odiarti e cerchi solo di tirare avanti nascondendoti.
Appunto :D:D il famoso elefante che si nasconde dietro al filo d’erba.
E questa non è che la parte meno pesante dell’essere una “cicciona”, ci sono benaltre cose cui devi abituarti lungo questa strada. E non ti ci abituerai mai. Le terrai chiuse dentro perché tanto non potresti comunque dirle a nessuno, perché nessuno potrebbe capirle. Ti direbbero che sei fissata e basta :D.
E se per caso hai la fortuna/sfortuna di avere solo amiche magre (qui non ho nessuno, ma in Italia era così) allora ti dovrai abituare a prenderti in giro da sola per prevenire il fatto che lo possano fare gli altri!!! Quante cose ci sono nella vita dei “ciccioni” che forse i “normali” dovrebbero conoscere prima di divertirsi alle loro spalle.
Ecco perché non riesco ad essere felice nonostante il sole e la neve. Non riesco ad illudere me stessa che l’essere grassi sia solo un aspetto della vita, né tanto meno che la solitudine lo sia. E allora perché dovrei essere felice? Lo sono pensando che ho due bravi figli, ma l’averli lontani non aiuta di certo! So bene di dovere essere grata a Dio di tantissime cose e lo sono, ma non posso essere felice, sarebbe un mentire a me stessa e a quello che sento dentro.

La mia firma con la zampa d'orso!

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