E arriva di nuovo il Natale :(

E arriva di nuovo il Natale :(

È proprio vero: il tempo corre e non si ferma per nessun motivo.
E così arriva dicembre con la sua obbligatoria atmosfera di feste e di gioia, di riunione familiare e .. “tutti buoni” intorno all’albero!
E se uno non si sente così? Che deve fare?
La risposta a mio avviso sarebbe: << Sii quello che senti dentro>>.

 Ma invece non è mai così e non lo sarà nemmeno quest’anno. Quello che ho dentro non ha nulla di festaiolo o di luminoso: mi sforzo a vedere e creare le situazioni colorate e calde del Natale, ma io dentro non ho nulla del genere. In certi momenti sento e vedo solo il buio totale, altre volte mi sento solo circondata dalla nebbia. Ma nessuna di queste situazioni mi dà allegria. Solo che per Natale si deve essere allegri, avere espressioni felici, fare facce soddisfatte.
Vedete, io amo la sincerità e recitare non mi viene spontaneo. Probabilmente il vero motivo di una vita fallimentare, è proprio non essere mai stata capace di essere diplomatica e di fingere. Chissà perché ero convinta che la sincerità fosse una virtù…. errore!!

Io semplicemente vorrei che ognuno facesse quello che fa sempre perché in fondo di norma quello  è ciò che amiamo fare e che scegliamo di fare. Non fraintendiamo …. anche l’andare al lavoro ogni giorno è parte della quotidianità e non necessariamente è quello che amiamo e che scegliamo di fare, sarebbe troppo bello!!
Ma se nel corso dell’anno non beviamo mai vino perché non ci piace, allora credo sarebbe giusto non farlo nemmeno a Natale 😀
Se durante tutto l’anno evitiamo di vedere certe persone e lo facciamo per i motivi più vari, perché dobbiamo sentirci costretti a fare loro auguri o, ancora peggio, andare a trovarli perché siamo al 25 dicembre? Magari evitiamo anche di sentirli per telefono e ci inventiamo tutte le scuse possibili per non chiamarle, ma … è Natale …. fingiamo di essere buoni!!!
Che razza di falsità è questa? Io purtroppo vivo ogni anno questa dannata situazione. I sentimenti non hanno nulla a che vedere con le feste, una data particolare non può cambiare quello che veramente vogliamo dentro di noi.

Io sono qui in Canada da tanti anni ormai, una volta o l’altra racconterò per quale motivo sono qui. Quello che è certo è che in 9 anni non ho conosciuto nessuno, non ho creato un solo rapporto di amicizia o anche di pura conoscenza con nessuno. Questo vuole dire che per me il Natale potrebbe avere un solo significato: la famiglia. In Italia la famiglia era la stessa, ma il senso di famiglia era allargato agli amici più cari, alle persone che veramente erano parte della mia vita. C’erano ancora mio padre e mio fratello e io sentivo di volerli con me: erano le mie radici. E poi c’erano gli amici che per me erano parte della mia vita quanto la mia famiglia: avrei voluto poterli avere tutti con me, soprattutto visto che come famiglia nel senso di parentela eravamo in pochi. E quasi mi sentivo “offesa” capendo che per gli altri era diverso, per gli altri Natale erano appunto solo i parenti e io, lo ammetto, non capivo. Per me i sentimenti erano gli stessi, vicino avrei voluto le persone che amavo e che speravo e credevo ricambiassero questo mio sentimento.

Oggi non è la stessa cosa: gli amici non ci sono più, le mie radici sono scomparse (per scelta o perché sono sul “terrazzino” e mi guardano da lì), siamo rimasti noi quattro. Ma quanta voglia esiste ancora di stare insieme, quanto è il desiderio di condividere qualcosa che non siano i regali che comunque sotto l’albero ci saranno. Che senso ha che una persona che non sento assolutamente mai, si senta in dovere di venire qui per il giorno di Natale? Come posso fare a fare capire che il 25 dicembre non ha nulla di differente da qualsiasi altra data e che i regali hanno un significato solo se si desidera veramente dare qualcosa per il piacere dell’altro. Scrivo qui queste cose perché tanto so che nessuno le leggerà e allora per me diventano uno sfogo. Che senso ha che mio figlio si senta obbligato a venire qui alle 11 del mattino del giorno di Natale, per trascorrere una giornata di tensione qui con la sua ex famiglia? Nel suo caso le radici non siamo noi o almeno non io. Per me il pensiero dell’avvicinarsi del Natale si trasforma in un incubo con cui devo convivere. Io non sono capace di essere diversa da quello che sono e in quel giorno, ancora più che in altri, mi sentirò diversa, mi vergognerò del mio aspetto e penserò una volta di più che vorrei non essere lì. Mi sentirò giudicata, poca importa che questo giudizio esista o meno: la situazione che da anni si è creata mi rende inevitabile vivere tutto questo. Ed  è così evidente il disagio di tutti in quel giorno, che certamente sarebbe meglio se si potesse cancellare dal calendario il dannato 25 dicembre. I regali non hanno bisogno di una data per essere fatti, per me soprattutto !!

Per quale motivo farsi inutilmente del male? Quando capiamo quali sono le cose importanti della nostra vita, quali cose ci hanno fatto del male, quali vogliamo realmente, dovrebbe essere semplice agire di conseguenza. Basterebbe dire le cose con sincerità e poi tirare avanti. Se per trecentosessantaquattro giorni all’anno non vogliamo avere a che fare con qualcuno, perché il trecentosessantacinquesimo dovrebbe essere diverso? Solo per un senso di convenienza? o per metterci in armonia totale con la nostra coscienza? PERCHÉ?

La mia firma con la zampa d'orso!

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