Due compleanni: un unico ricordo.

Due compleanni: un unico ricordo.

29 ottobre, il caso ha voluto che mia suocera e mia madre avessero lo stesso nome “Elena” e lo stesso giorno di nascita. Destino 😉

Stamani, guardando il giornale, mi sono accorta che era oggi il loro compleanno e ho voluto unirle qui in un ricordo. Sono andata di sotto a prendere gli album delle foto e le prime che ho trovato sono state queste, guarda caso un altro compleanno.

Era il 18 luglio del 1990: Marco compiva 6 anni e al solito l’intera settimana era festa. Una con la mia famiglia (quindi solo i miei genitori), una con tutta la famiglia di Elio (la sua mamma, le sue tre sorelle con mariti e figli), una con i miei amici, una con gli amici del festeggiato ecc ecc.

Non sono certo mancate nel passato dei miei figli festeggiamenti: come  mi sembra tutto lontano.

Aprire quegli album per cercare una foto delle “onne” è stato un po’ come iniziare a scivolare all’indietro, in un mondo che visto dalla prospettiva di oggi, sembra non essere mai esistito. Eppure è stato reale, è stato vissuto, ma oggi sembra essere completamente scomparso. Anche dai ricordi.

Ma non sono certo scomparsi dal mio cuore le persone che hanno riempito questo passato. E chissà perché mi viene quasi più spontaneo chiamarle come le chiamavo per i bambini: nonna Elena e nonna Nani.

Erano così diverse. Io non sono stata una buona figlia e nemmeno una buona nuora, eppure ho amato sinceramente entrambe. Ovviamente in modo diverso, ma in entrambi i casi tutto era bloccato dal mio più grande timore: sentirmi sempre sotto giudizio. E in questo modo gran parte di me e di quello che ero e che ancora sono si è perso o è diventato qualcosa di negativo. Ma ovviamente questo lo sapevo e lo so solo io quindi non cambia nulla di quanto ormai è passato.

Erano due belle persone. chissà perché parlando di mia suocera, la prima cosa che mi ritorna alla mente è una sua frase: “L’è tutto ol me Elio”. Forse il bergamasco non è scritto giusto, ma chi l’ha conosciuta lo ricorderà. Amava i suoi figli in modo incredibile ma schivo. Ma per il figlio maschio, mio marito, c’era quella “predilezione” che, senza togliere nulla alle figlie femmine, era un misto di orgoglio e di amore. Per cui quando i nipoti erano bravi erano appunto la copia di suo figlio, se invece erano di luna storta…. allora no assolutamente non erano come Elio. Erano come me :D:D e in fondo non aveva torto: la ribelle ero io, la “dura”. Eppure sono sicuro mi abbia voluto bene, era felice di vedere suo figlio elegante e curato e poi, forse, non sapeva comunque abbastanza della nostra vita. Ed io sono contenta sia andata così: meritava di potere essere serena e di certo i suoi figli hanno fatto tanto per darle questa serenità. Brava nonna Elena, il tuo maggior successo sono stati i tuoi figli: cosa di meglio potevi fare nella vita?

La mia mamma invece era diversa, complicata come lo sono stata io, insicura probabilmente, schiacciata da scelte non condivise e malamente subite. Anche lei non è stata capace di scacciare dalla sua vita le cose che le avevano fatto del male e quindi non ha forse nemmeno apprezzato le cose belle che comunque aveva. Tra me e lei un rapporto difficile, che ha dato ad entrambe tanta sofferenza e a me un bagaglio pesante di colpe e di interrogativi da cui non sono mai riuscita a liberarmi e che sicuramente hanno segnato la mia vita.

Ma di certo, sotto tutta la rabbia e la tensione, io amavo mia madre, mi piaceva come donna, la ammiravo per tante sue scelte. Ma non ho mai potuto dirglielo, non c’è mai stata confidenza: era un rapporto con dei confini invalicabili, esattamente lo stesso che lei aveva con i suoi genitori.

Solo che a lei quella rigidità, quella cieca obbedienza al volere dei genitori, quel non permettersi nemmeno di mettere in discussione le scelte che loro operavano su di lei, andava bene o comunque lo accettava come legge. Per me non era così e più mi voleva rendere come secondo lei io dovevo essere, più io mi ribellavo e mi allontanavo. E se non cerchi di parlare con i tuoi figli, se non cerchi di capire il perché si ribellano, allora alla fine li perdi o peggio, restano legati a te perché comunque ti amano, ma si creano delle ferite insanabili. In cui il figlio si sente colpevole per non essere quello che il genitore vuole, ma contemporaneamente non riesce ad accettare di dovere rinunciare ad essere sé stesso.

E questo è accaduto a me e mi ha distrutto.
Ma non era colpa della mamma: lei stessa era una vittima.
E comunque negli anni mi sono accorta di quanto comunque eravamo simili e di come le cose che lei mi “imponeva” alla fine erano entrate nel mio essere.

A queste due mamme  e nonne il mio ricordo oggi: TANTI AUGURI.

La mia firma con la zampa d'orso!

 

Dammi una mano: Condividi questo pensiero
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su twitter
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su tumblr
Condividi su print
Condividi su email

Copyright © 2003-2019 – Tutti i diritti riservati. – Disegnato e realizzato da Lio Saccocci

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

Condividi se ti è piaciuto!

Dammi una mano, fammi conoscere ai tuoi amici!