Coronavirus relief marathon:
Orgoglio di mamma

Ci sono momenti in cui si deve dire pubblicamente quanto siamo orgogliosi di qualcuno ed io so di non essere mai stata una madre che abbia coperto i figli di complimenti.
ALT! non che io non ne sia assolutamente fiera, solo che non è nel mio carattere fare lodi e complimenti, sono cresciuta alla scuola (sbagliata peraltro ma così era) del “Chi si loda si imbroda” , frase gergale che in casa mia mamma usava per escludere dalla nostra vita quotidiana anche l’ombra di un complimento.
E probabilmente in realtà io non ne ho mai meritati, ma non avendone comunque mai ricevuti fanno parte delle cose sognate e cercate per tutta la vita. Come ho spesso detto sono un cane che ha timore di prenderle ma desidera a tal punto una carezza da arrivare coda bassa e magari perdendo una goccia di pipì, a strusciarsi alle gambe di tutti pur di ottenerla.
Ma negli anni ho scoperto che non basta avere dentro di sé i sentimenti, ho capito che vanno buttati fuori, esplicitati, resi evidenti per fare in modo che non vi siano fraintendimenti.
E per me è stato davvero difficile imparare a dire una serie di cose che peraltro ho sempre detto nella mia mente, parole di affetto, di amore, di riconoscimento dei meriti e delle scelte che i miei figli facevano nel corso degli anni.
Diciamo che ci sto provando e continuo a farlo ma che confido nelle loro cellule grigie e e nei loro neuroni affinché dove io non arrivo loro siano in grado di capire 😏
Lungo preambolo per dire di questa iniziativa a cui Marco ha deciso di partecipare e di cui io non sapevo nulla salvo che oggi avrebbe corso una maratona (42 km) in solitaria a Montréal.
In teoria avrebbe dovuto essere a correre la maratona di Vancouver che invece è stata soppressa a causa del COVID-19. Io sapevo che lui aveva comunque continuato ad allenarsi e dentro di me pensavo che era davvero in gamba a farlo pur non avendo una meta specifica: sono allenamenti duri, continui, che richiedono disciplina e certamente diventano ancora più pesanti quando viene meno lo scopo diretto, quello agonistico.
Ed è una cosa che penso da quando ho preso atto di quanto tosta fosse mia figlia Chiara, triatleta, nel suo continuare ad allenarsi, ogni giorno nonostante i suoi problemi invisibili agli occhi, ma assolutamente presenti nel fisico (fibromialgia) anche se il periodo non le permetteva di potere iscriversi ad alcuna gara di triatlon.

Apro una parentesi (SONO DEI GRANDI, I MIEI FIGLI!)

Torno al presente vi racconto brevemente di questa maratona che Marco sta correndo mentre vi scrivo, in solitaria al parco René Lévesque con tempo grigio e seguito solo da Meagan, sua compagna di vita e di avventure.
Ecco qui il percorso da farsi per 21 volte.

ed ecco le prime immagini di stamani

Materiale per la maratona COVID relief

Sono fiera di Marco, della sua iniziativa, del suo non avere mollato, sto aspettando notizie e so quanto sta soffrendo: non sapevo quanto una maratona potesse far soffrire fisicamente.
Averla dedicata ad uno scopo valido è una cosa che mi da’ pienamente l’idea di che persona sia Marco, di che pasta siano fatti i miei figli.
E mi riempie di orgoglio.
E con le notizie che mi hanno raggiunto ora sono ancora – se possibile – più fiera di lui.
Come purtroppo alle volte accade, Marco ha avuto un attacco di crampi, cosa dolorosissima e che normalmente indica un abbassamento di potassio e magnesio: non resta che fermarsi e piangere lacrime brucianti.
Lo ho visto in altre occasioni ed ero rimasta sconvolta dalla situazione.
Ma Marco non sta mollando: cerca di proseguire a piedi, senza correre, per raggiungere il traguardo dei km da fare.
E io penso che questa sia la cosa più bella che potevo vedere: Grazie Marco!
❤🧡💛💚E grazie Meagan per essere accanto a lui 💙💜

Aggiornerò il post con le ultime notizie, ma qualsiasi cosa accada il risultato migliore è stato raggiunto perché il meglio è stato fatto.

Ed eccolo qui: lo ha fatto, è arrivato in fondo nonostante tutto: GRANDE!!!
Complimenti Marco, queste sono vittorie 🧡

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