Citazioni

Stefano Benni
Si chiama Emma […]

Mia madre, che è abbastanza religiosa, non vuole che lui parli così.
Si chiama Emma e non è più bellissima, è un po’ sciupata, a voler essere precisi sembra una bustina da thé usata.
Però ha delle belle gambe e fa sempre un buon odore di caffè e dado da brodo.
Era commessa in un negozio che è stato sbranato da un supermercato, e ora lavora per noi.
E una brava casalinga e una cuoca eccellente, le sue specialità sono le Patatine canore, la Frittata disperata e soprattutto il Polpettone Yesterday.
Dentro ci ricicla tutto: la scaloppina di ieri e il prosciutto della merenda scolastica, le zampe della gallina e la coccia del formaggio.
Il nonno dice che, quando morirà, la mamma lo inumerà in un polpettone, dentiera compresa.
Mamma Emma è buona, ma è drogata.
È larmotossica, cioè non può stare a lungo senza piangere, registra le soap opera per poterle guardare da sola la notte zigando come un caimano.
Vede sempre le stesse puntate di una serie che si chiama Eternai Love, dove ci sono due che provano a sposarsi un centinaio di volte e ogni volta capita una sfiga peggio dell’altra e alla fine lui resta sulla sedia a rotelle e lei in-cinta di un altro, eppure ce la fanno e quando vanno all’altare la mamma piange a scrosci.
Ha visto quella roba più volte che la schiena di papà a letto, eppure piange ancora.

Non vorrei mai che finisse quello che finisce bene, ha detto una volta.

Letta da Sergio Carlacchiani

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