Stefano Benni
Cosa si fa laggiù […]

Stefano Benni Cosa si fa laggiù […]

Allora la Manson, con la faccia stizzita, ci ha puntato contro il dito e ha detto:
– Cosa si fa laggiù all’ultimo banco, si ride? –
Ha pronunciato “si ride” con un tono come se dicesse: “si spaccia droga”, “si fabbricano bombe”.
Allora mi sono alzata e ho detto:
– Effettivamente, signora professoressa, stavamo ridendo in quanto ritenevamo buffo ciò di cui parlavamo, ma non c’era niente di oggettivamente malsano e criminoso nel nostro atteggiamento, io capisco bene che se ridessimo ininterrottamente per tutto l’orario scolastico ciò farebbe sospettare una nostra disattenzione, o spregio, o beata cretinaggine, ma ritengo che un po’ di umorismo anche in questa austera sede faccia bene allo spirito e, di riflesso, alla gioia dell’apprendimento. In quanto al rapporto fra riso e matematica…-
Non mi ha fatto finire.
Ha ringhiato:
– Smetti-o-ti-do-due -,
e per fortuna è suonata la campanella.

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