Sergio Bambarén
Nessuno può arrivare a farti del male, […]

Sergio Bambarén Nessuno può arrivare a farti del male, […]

[…].nessuno può arrivare a farti del male, a meno che non sia tu a consentirglielo!
Se una critica irresponsabile o non motivata ti causa infelicità, in parte è colpa tua.
Tutti noi affermiamo: “non mi interessa quello che dice la gente”, ma la cosa tragica è che ci interessa eccome, e fingiamo solamente di non avercene a male.
 width=Impara a non ascoltare la persona che ti irrita o ti sconvolge; convinciti che non sei disposto a prestare attenzione a ciò che lui o lei intende.
Evita a te stesso inutili sofferenze.
Che mi dici del problema vero, quello che insorge indipendentemente da ciò che noi pensiamo o facciamo?
Un problema è un insieme di circostanze che minaccia il nostro benessere.
Cosa sono le circostanze?
Le persone e gli eventi.
“Risolvere i problemi” significa modificare questi due componenti a nostro vantaggio.
A volte ci riusciamo. Più spesso non accade.
Tutte queste “scuse”, come il biasimo, l’autocommiserazione e tutte le altre scappatoie hanno un unico risultato: fa stare peggio noi e gli altri e aggiungere ulteriori difficoltà senza dipanare la matassa dei problemi.
E allora che faremo?
Se arrivi sul serio a disperarti, troverai di sicuro il modo di uscirne.
Trova qualcosa che funzioni, impara ad accettare!
L’accettarsi è l’unica vera fonte della tranquillità interiore, della serenità e della pace vera.
Affronta il problema che ti tormenta e chiediti: c’è qualcosa che posso fare a riguardo, proprio oggi stesso?
Se c’è, falla! Non indugiare un minuto di più.
Ma se non c’è nulla che tu possa fare, accetta questo fatto e scordatene.
Solo allora il pesante fardello che pensi di portarti sulle spalle si dileguerà.
Siamo tutti consapevoli che la gente non si comporta come dovrebbe.
Alcune persone sono mediocri, arroganti, egoiste, viziose, ingrate e perfide tutte le volte che ne hanno l’occasione.
Persino l’uomo più valido può diventare arrogante.
Perché Dio non fa niente a riguardo? Potrebbe, d’accordo. Eppure, ed è strano a dirsi, lascia che le cose precipitino.
Ci ha fatto donandoci il libero arbitrio, cioè il potere di discernere il bene dal male e di fare uno o l’altro.
Si è reso ben conto che certuni abusano di questa libertà che è poi la nostra volontà, ma l’ha donata a tutti, perché senza di essa saremmo dei robot.
Il suo piano è di ricompensarci in paradiso, ma non ricompensi una macchina perché funzioni bene: essa non potrebbe fare altrimenti.
Senza libero arbitrio, non si dà ricompensa.
Senza impegno, non c’è guadagno.
Che mi dici della sofferenza?
A volte sembra che Dio non ci voglia felici su questa Terra, che ci chieda tristezza e dolore in questa vita come prezzo per acquistare la felicità in quella ultraterrena.
Alcuni ci credono, ma tu non farlo!
Dio ci vuole felici quaggiù, in questa vita, anzi persino ci addita il modo di esserlo, siamo noi poi che ci rifiutiamo di guardare la strada che ci indica.
Noi umani crediamo che la felicità stia nel Paradiso, ma gli angeli sanno che risiede sulla Terra.
Sanno anche che il sentiero dell’Inferno è lastricato di buone intenzioni, mentre la via del Paradiso in Terra lo è di buone azioni.
Il brutto è che la maggior parte di noi crede che la felicità consista nel soddisfacimento di tutti i nostri desideri e velleità, o almeno nella liberazione dal dolore e dai dispiaceri.
Invece, consiste nella serenità che ci deriva dal conformare la nostra volontà a quella dell’Essere superiore.
Raggiungiamo la felicità costringendo noi stessi ad accettare ciò che Dio vuole da noi.
Siamo convinti che la felicità risieda nel raggiungere ciò che vogliamo, dando libero sfogo ai nostri istinti e desideri, ma semplicemente non è così.
Anzi se potessimo davvero soddisfare ogni nostro desiderio, non saremmo felici ugualmente.
L’autogratificazione, ben lungi dall’appagare, ci rende miserabili, come abbiamo imparato sin dai tempi di Re Mida.
Se sei caduto nell’errore, comune a tutti, di assecondare la tua inclinazione, fermati!
Smetti di soddisfarla e inizia a controllare dove porta tanta energia.
È la sofferenza lo strumento perfetto che ci modella fino a renderci della giusta misura.
Invece di arrivare al concetto limite di schivare il dolore, noi dovevamo iniziare a servircene.
Il dolore è l’unico coltello affilato abbastanza per lacerare gli eccessi della nostra volontà capricciosa e a volte ribelle.
Sono in pochi a portare una croce da eroi.
Calandoci più nel quotidiano, la croce consiste nelle seccature di tutti noi e nelle frustrazioni di poco conto, nei contrattempi, nella solitudine e nel ricorrente disincanto che accompagna ognuno di noi, nessuno escluso.
Se non comprendiamo che la vita è piena di istanti non riusciamo a renderci conto che tutti questi momenti nel loro insieme, sono la vita.
Non lasciare che il tuo tempo prezioso ti sfugga, oppure la tua mente potrà giocarti ancora dei brutti scherzi.
Un giorno alla volta.
Perché quando iniziamo qualcosa, non dovremmo fare attenzione a tutti gli sforzi che ci attendono.
Camminando per piccoli passi, andremo incontro al nostro destino.
Funziona per ogni problema che esiste al mondo!
Le persone sagge sono felici con poco.
Tuttavia, ogni uomo saggio è stato in qualche periodo della sua vita un po’ pazzo, e la sua trasformazione è dovuta al fatto che ha appreso dall’esperienza, dal dolore..
Ricordati sempre delle qualità che possiedi e non esitare a ricorrervi.
In ogni cammino che intraprendi nel corso della tua vita, il fallimento precederà il successo, così impara dai tuoi errori.
Con nessun essere umano io ho avuto tanti problemi quanti con me stesso!
La gente felice diventa tale quando alla fine si accetta e impara ad amarsi per quello che è.
Non la sciare che un giorno di questa vita ti sfugga senza aver coltivato qualcuno dei tuoi sogni, senza aver fatto caso alla bellezza delle cose semplici, senza aver imparato qualcosa di nuovo.
In fondo, la felicità non dipende da quello che gli altri potrebbero farti, ma dalle cose buone che tu puoi fare per gli altri.

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