Sergio Atzeni – Passavamo sulla terra leggeri […]

Sergio Atzeni – Passavamo sulla terra leggeri […]

Passavamo sulla terra leggeri come acqua,come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare,chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta.

A parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti, eravamo felici.

Le piane e le paludi erano fertili, i monti ricchi di pascolo e fonti. Il cibo non mancava neppure negli anni di carestia.
Facevamo un vino colore del sangue, dolce al palato e portatore di sogni allegri.
Nel settimo giorno del mese del vento che piega le querce incontravamo tutte le genti attorno alla fonte sacra e per sette giorni e sette notti mangiavamo, bevevamo, cantavamo e danzavamo in onore di Is.
Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere, uccidere, morire,cantare, suonare, danzare era la nostra vita.

Eravamo felici,a parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti.

Lettura di Lella Costa con Paolo Fresu alla tromba

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