Citazioni

Saa’dyah ben Yosef al-Fayyumi
Io mi lagnavo di non aver scarpe. […]

Io mi lagnavo di non aver scarpe.
Passando davanti alla Moschea di Damasco vidi un uomo senza gambe.
Cessai di lamentarmi.

2 risposte

  1. «Io mi lamentavo di non aver scarpe.
    Un giorno, passando davanti alla moschea di Baghdad, vidi un uomo senza gambe.
    Da allora, smisi di mormorare del destino.»

    Questa celebre citazione di un autore persiano può rincuorare buona parte di coloro che sono abituati ad autocommiserarsi.
    Ma invece di riflettere sulle considerazioni del piagnucolone lamentoso, proviamo a metterci nei panni del poveretto che rimase davanti alla moschea a chiedere l’elemosina ancora con le sue gravi menomazioni. Sicuramente da molti anni egli diceva le sue preghiere cinque volte al giorno, come prescritto dal Profeta, e osservava il digiuno nel mese di ramadan, e rispettava tutte le norme che la sua religione indicava come forma di devozione appropriata verso il Creatore di tutte le cose. Ma nonostante tutta la sua accorata fede e dedizione, era costretto ancora a muoversi su un’asse di legno con quattro rotelle.
    Il tizio che lo aveva notato la settimana prima, e che aveva tratto conforto dall’osservare che al mondo esistevano casi ben più gravi del suo, decise di passare a trovarlo lì davanti alla moschea. E gli raccontò che in Spagna, alcuni anni prima, un contadino che aveva perso una gamba a causa di un incidente, esprimendo la sua devozione verso la Madonna del Pilar, si era trovato una notte con entrambe le gambe di nuovo complete. Tutti avevano gridato al miracolo, ed era stato istituito un processo in tribunale, con tanto di testimoni, che aveva sancito che la persona miracolata era proprio la stessa che aveva subito quel terribile incidente. Perfino il re di Spagna, Filippo II, si era inginocchiato davanti alle gambe risanate, e aveva ringraziato la Madonna per la sua generosità. Il piagnucolone redento considerò saldato il suo debito regalando al mutilato una figurina della miracolosa Madonna del Pilar e invitandolo ad avere fede nella Sua infinita benevolenza.
    Il povero mendicante persiano si trovava ora in una posizione piuttosto delicata: da un lato era tentato di rivolgersi anche lui a questa Madonna cattolica che a quanto pare riusciva a compiere intercessioni tanto efficaci; dall’altro gli sembrava brutto fare uno sgarbo al Dio dei musulmani, al quale anche lui si era sempre rivolto col massimo della devozione, perchè sarebbe stato come rinfacciargli le sue incapacità.
    Decise quindi di non manifestare apertamente la sua apostasia, anche perchè se l’imam l’avesse saputo gli avrebbe fatto passare un brutto quarto d’ora, ma di rivolgere ogni sera nel suo giaciglio una preghiera fervente alla Madonna che sicuramente esisteva nei cieli e che la figurina che teneva nascosta gli faceva immaginare come viva e reale.
    Dopo molte settimane passate a recitare le più ferventi e umili preghiere, il mutilato durante la notte ebbe la visita della Madonna che gli comparve in sogno.
    «Perchè mi chiami continuamente” chiese la Madonna al pio sognatore “non vedi che ricevo suppliche da milioni di persone nel mondo, ognuna con i suoi guai?»
    «Sì, santissima Madre” rispose il poveretto “mi rendo conto dei tuoi molti impegni, ma tra i tanti aggiungi anche il mio caso, tu che tutto puoi! Io mi metto in fila per ultimo e pazienterò fino a quando sarà arrivato il mio turno per ricevere la tua benedizione!»
    «Va bene, ti concederò la mia attenzione e chiederò per te la Grazia al nostro Signore Gesù Cristo. Tieni presente però che la coda è lunga e ci vorrà un po’ di tempo.»
    «Aspetterò con fede fino a quando tu lo vorrai, reverendissima Madre, e ti dedicherò non cinque ma dieci preghiere al giorno per tenermi sempre vicino a te.»
    Passarono le settimane, i mesi e gli anni. Il mutilato continuava a pregare tutti i giorni nel segreto del suo cuore la Madonna del Pilar a cui si era consacrato. Ma gli anni divennero tanti e il vecchio penitente finì per morire senza aver visto esaudito il suo desiderio. Del resto, nella città di Baghdad non fu mai celebrato alcun processo che sancisse un miracolo di quel tipo. E neppure nelle altre migliaia di altre città dove milioni di persone altrettanto sfortunate avevano passato la vita a rivolgere preghiere ai loro santi, si seppe mai di miracoli in cui degli arti amputati si ricomponessero in seguito a qualche intervento divino.
    Il tizio che già da molti anni aveva smesso di lamentarsi del destino, quando seppe che il suo amico mutilato era morto senza vedere esaudito il sogno che lui stesso gli aveva suggerito, rifletté tra sé: “Dicono che bisogna portare rispetto a tutti i santi. Però a me non sembra proprio giusto che questa Madonna del Pilar si sia presa la briga di fare il miracolo per il contadino spagnolo, che era del paese suo, e invece abbia lasciato nel suo stato miserando una persona non meno devota che aveva il solo torto di essere nato in Persia. Secondo me questi santi di oggi sono nazionalisti più delle persone comuni, e hanno i loro soliti clienti raccomandati, a cui accordano le preferenze secondo i loro capricci.”
    E cominciò a lagnarsi non più dei guai della sua vita, ma dell’ingiustizia dei santi moderni.

    1. Buongiorno Claudio 🙂 e grazie!
      Ho finito poco fa di leggere il tuo post ed è stato un piacere farlo. Peraltro non posso che sentirmi d’accordo sulle conclusioni.
      Quando ho visto l’avviso del post non rammentavo di quale citazione si trattasse, ma aperta la pagina mi sono illuminata per motivi differenti.
      Il primo, il rivedere il viso sorridente di Enzo Baldoni, giornalista freelancer e autore di blog della prima ora. Sono ormai passati credo quasi 16 anni dalla sua morte, ma il suo pensiero mi accompagna sempre: bel personaggio, purtroppo poco conosciuto, di cui avremmo così bisogno per rendere il mondo un posto migliore.
      Poi ho rilettto la citazione, differente seppur simile ad altre di differente attribuzione. Un pensiero direi comune quello affermato qui, una cosa che sarebbe consigliabile riuscissimo a fare un po’ tutti: girare lo sguardo intorno per vedere che la vita distribuisce a tutti la personale parte di dolori e sofferenza.
      Ma di certo la nostra personale è differente, peggiore, più difficilmente sopportabile.
      Come diceva Lucy dei Peanuts se capita a te la cosa è sicuramente peggiore 🙄😏

      Smettere di vedere i propri mali per considerare quelli altrui non è scelta facile come probabilmente non la è l’ipotesi di fermare i nostri desideri a qualcosa di molto più terreno senza andare a sprecare sogni e santi.
      Eppure, io che ai santi non credo e con il concetto di Dio ho un rapporto molto personale ed in continua evoluzione, penso che il poveraccio abbia forse vissuto i suoi anni in modo meno doloroso potendo rifugiarsi in un piccolo angolo pieno di speranze.
      Alla fine alle volte, poca importa il risultato: è il solo pensiero che fa la differenza.
      Qui come in tante altre cose credo.
      Comunque leggerti è stato un vero piacere e mi ha dato dei momenti piacevoli e regalato un sorriso finale: GRAZIE!!!
      Spero di rileggerti 😘

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