Citazioni

Romano Battaglia
Storia di Giorgiana […]

A cinquant’anni mi sento finita, senza più una ragione per vivere, spinta alla deriva come una barca senza comando.
Quanto ho pianto in silenzio senza che nessuno mi vedesse, tormentata da brutti pensieri che mi portavano lontano, al limite della sopportazione.
Sono ormai da tempo in questa condizione e finora nessuno ha potuto darmi una mano perché, quando si è in questo stato, è come trovarsi in fondo a un pozzo molto profondo.
Da laggiù si intravede in alto uno spiraglio di luce, in lontananza si sentono i rumori della vita, ma si resta incatenati a quel buio, non si riesce né a salire né a chiedere aiuto:non passa nessuno da quelle parti.
Spesso mi sono rivolta a Dio, ma anche Lui mi è sembrato distante , irraggiungibile: in realtà sono io lontana dalla verità.
Con il Suo silenzio forse vuole farmi capire che devo aiutarmi da sola e trovare in me stessa la forza per reagire.
Sono come un albero dai rami scheletriti che sta sotto un cielo grigio.
Mi chiedo se nella mia vita ho avuto vero amore oppure soltanto una specie d’amore.
L’amore vero è luce , chiarezza , felicità fatta da piccole cose.
È sentirsi vivi, felici, liberi senza timori.
Alla mia età, mi sono detta, c’è il rischio di lasciarsi andare, di precipitare nel baratro.
È un’età che si può paragonare al settembre, il mese che prelude all’autunno , ma che è ancora ricco di colori , pieno di profumi di una intensità struggente.
Ho deciso di risorgere intraprendendo un lungo viaggio dentro me stessa , impegnandomi in un’impresa tutt’altro che facile.
Devo rinascere sforzandomi di scoprire il mistero che mi si è presentato dinanzi e risolverlo.
Il tempo che ci è concesso di vivere è troppo breve per essere sprecato.
Occorre il coraggio di prendere una decisione e puntare la barca verso il destino.
Quando si è tristi, basterebbe uscire di casa per trovare consolazione.
Il vento può regalarci una carezza che non ci è data da chi amiamo, la pioggia confondere le sue gocce con le nostre lacrime, il sole asciugarci le guance e abbracciarci con il suo calore e un fiore ricordarci, con il suo profumo , che ci sono sempre cose belle: se in quel momento mancano, ritorneranno ad esserci in futuro.
Un’estate al mare in Versilia.
Tre mesi sola con me stessa .
Corro, mi sposto quasi avessi paura di perdere qualche minuto, percorro chilometri e chilometri in bicicletta seguita dal cane randagio trovato sulla riva del mare.
L’ho chiamato Febo.
Febo è sempre con me non mi lascia mai .
È felice anche lui di queste passeggiate.
Rincorre le lucertole , le farfalle, abbaia quando vede altri cani, per difendermi.
Mentre cammino, mi intrattengo a discorrere con la gente che incontro, ascolto incuriosita le loro storie, imparo la filosofia spicciola della vita.
Quando sono arrivata in giugno non mi sarebbero certamente accaduti fatti del genere perché non mi importava niente di andare in bicicletta per la campagna e tanto meno mi sarei soffermata ad ascoltare il canto di un uccello.
Se siamo senza volontà, sull’orlo del baratro, in bilico tra la vita e il non aver più voglia di nulla, il mondo che ci circonda non desta interesse e non desideriamo altro che venga la sera per addormentarci e dimenticare tutto.
Ora invece amo la vita come non mai.
Ogni mattina, appena alzata, mi guardo allo specchio e ritrovo la Giorgiana di una volta : la donna dal viso sereno e sorridente, pronta ad affrontare la giornata con entusiasmo.
L’ultima sera del mio soggiorno in Versilia, sono andata sulla spiaggia , ho camminato sulla sabbia argentata e poi mi sono fermata a guardare la luna, l’aria era fresca, il mare silenzioso,la pineta profumata.

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