Romano Battaglia
La madre si rivolse ancora il figlio […]

Romano Battaglia La madre si rivolse ancora il figlio […]

 width=La madre si rivolse ancora il figlio:
rincorrendo il tuo sogno pensavi di ritrovare il sorriso di un tempo, quando andavi al mare con gli zoccoli e scrivevi poesie in un quaderno dalla copertina azzurra.
Che cosa ti hanno raccontato le creature che hai incontrato ogni giorno nella vastità del mare?
Ti hanno detto qualcosa di diverso dalle mie parole?
Tutto ciò che desideravi era qui da sempre, ma tu non l’hai capito.
La smania di avere di più, che hai strappato al cielo di tutti giorni per altri lontani che hanno però le stesse stelle e la stessa luna.
Si è forse ingrandito il tuo mondo navigando?
Prima che tu partissi le stagioni battevano alla nostra porta e ci offrivano i doni della natura, il profumo dei nuovi germogli.
Da quando te ne sei andato le stagioni hanno bussato ancora, ma per me era solo un fruscio di foglie secche.
Ho aspettato ogni giorno che tu ritornassi a casa e ora finalmente sei qui con tutti noi.
In paese ti chiamano per quello che sei e forse hanno compreso che per salvarci dall’angoscia dobbiamo inseguire un sogno liberatorio che ci sganci dalla vita di tutti giorni, altrimenti l’esistenza diventa un inferno.

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