Roberto Benigni
Storia di Silvio Berlusconi pt.3

Roberto Benigni Storia di Silvio Berlusconi pt.3

Tutto Benigni ’96
Storia di Silvio Berlusconi pt.3

Circa due anni fa, quando finì la cosiddetta Prima Repubblica, c’era Di Pietro che a Milano scoprì quell’imbecille che rubava. Come si chiama… Chiesa, Mario Chiesa.
– Ah! Mariuolo !
– Ti c’ho preso ladro, farabutto !
Un casino, venne fuori tutta una cosa spaventosa di ladri. Si scoperchiò una pentola di nefandezze, tutti che rubavano. Severino Citaristi, Armani Armanini Larini Lariani Cusani, Poggiolini coi soldi nelle poltrone, Curtò ce l’aveva nella spazzatura e… Craxi coi soldi nei calzini, Martelli coi soldi nelle mutande, di Craxi…
Li teneva tutti lui, vero ? E Di Pietro ve li ripigliava tutti.
– Ladri, via!
Tutti che scappavano all’estero nelle isole con gli yacht: – Io vado a Santo Domingo!
– Io vado ad Hammamet !
– Io vado alle Bahamas!
Vista la situazione tutti dissero: – Io prendo il largo… – come disse la moglie di Ferrara quando lo sposò.
E a un certo punto… No, richiedo scusa per Ferrara, sta male veramente… Anche perché son cose che uno ci soffre quando è grave. Son cose di metabolismo, psicosomatiche. Ferrara non è grasso perché mangia, è che rimangia, quello è il problema suo. Lasciamolo perdere…
Insomma, tutti scapparono e gli italiani tutti contenti: – Finalmente ci siamo liberati di questi ladri puzzolenti.

Uno solo preoccupato, Silviuccio Berlusconuccio, nella sua villa di Arcore: – Ma li mortacci de Pippo, porca zozza, ma li mortacci sua, m’hanno messo in galera tutti l’amici mia, porca zozza della troia, e ora co’ tutti i debiti che c’ho, chi me le fa le leggi? Cazzo, porca miseria! Veronica, qui ci mettono in galera pure a noi, Veronica !
La moglie si chiama Veronica, faceva il giro dei negozi a comprare la roba per portarla ai suoi amici in galera.
Arance, fette biscottate, settimana enigmistica. Alla fine comprò la Standa. Comprando tutto lì faceva un viaggio solo.
Dice: – Senti, vieni Veronica…
La chiama, e quella sera decise di scendere in campo.

La famosa scesa in campo. Siccome era proprio disperato, quando fece quella cassetta a reti unificate, con la calza davanti alla telecamera, tutti i libri finti di dietro, tacchi, doppiopetto, quadri famosi. Quando fece quel discorso scellerato in cui la bugia era proprio spudorata. Promise mari e monti.
– Italiani v’abbasso le tasse, vi do un milione di posti di lavoro, vi trombo la nonna, vi pulisco il bagno, vi porto il cane a fare i bisogni!
Insomma, avrebbe fatto di tutto. E quella bugia si vedeva… Sarebbe come se apparisse, non so, Ferrara in televisione e dicesse: – Italiani, a me non mi piace la pastasciutta !

Ora, se Berlusconi era onesto, sincero, io l’avrei votato.
Perché  a  me  la  persona  sincera  mi  piace.  Se  avesse  detto  la  verità,  lui  appariva  in televisione e diceva: – Italiani, a me mi mettono in galera al cento per cento, non c’è dubbio, qui non ci piove. Senza Bettino io son rovinato ! Ora se voi volete vedere un uomo morto…
Però, se invece mi votate ci si diverte: Canale 5, Iva Zanicchi, paraparapà, si fa tanti giochini, condoni, condonini, vi fo allargare il negozio. Naturalmente sono sincero, ho fatto delle cose brutte ma me ne pento, ma tutti fanno delle cose brutte. Anche Agnelli ha fatto la Duna. Quindi… Ora naturalmente da solo non ce la faccio a vincere, mi devo alleare coi fascisti. Devo sdoganare Gianfranco Fini. Ma non son fascisti, per carità.
No, è stato un caso, un accidente, sono… i Neri per caso. Ecco i Neri per caso ! E un partito che fa politica a cappella. No, che c’entra, ci si diverte. Si sono ripuliti, hanno fatto il congresso a Fiuggi, il prossimo lo fanno a Ferrarelle, presidente Perrier, gli piace alla francese.
Io certo di politica non me ne intendo, perché sono un imprenditore. Che ne so della Costituzione ? Però mi metto a studiarla, se mi date tempo. Già qualche cosa la so. Quello che conta più di tutti è il Presidente della Repubblica, questo lo so. E il primo, l’ho visto ieri, proprio sul libro. Poi c’è…
Il primo, ma proprio il primo primo, è il Presidente della Repubblica, questo lo so.
Poi c’è il Parlamento, dove c’è il Senato e le Camere.
Al Senato c’è i senatori e alle camere i camer… Che cazzo c’è alle Camere, Veronica ? Le. . . le.. . ? I camerati, no, i camerieri, che quando i senatori vogliono un caffè glielo portano, non so…
Ora, se lui era sincero, io lo potevo anche votare. Invece è stato bugiardo. Ha riempito l’Italia di tutti quei modi di dire. Un frasario ! Le parole contano, tutti quei «E mi consenta» e «mi riconsenta e mi riconsenta», e «scendo in campo» e «mi sono fatto da solo» e «unto dal Signore» e «giuro sui miei figli» e «il giudizio di Dio», «Biancaneve», «Rio Bo»… che ora lo copiano tutti. Ora, quando uno entra a far politica, si dice «scende in campo» perché l’ha detto lui.

Che poi ‘ste frasi io le avevo già sentite in tutt’altra circostanza. Per esempio, «scendo in campo» io l’avevo sentita dal mio babbo, perché io sono di origine contadina, e tutte le sere il mio babbo, verso le nove di sera, appena finito di mangiare, siccome non avevamo il bagno in casa, si alzava da tavola, prendeva un pezzo di foglio di carta gialla, quello che davano nei negozi per incartare la roba, se lo metteva sotto il braccio e diceva:
– Io scendo in campo…
E se n’andava fuori… Per carità, ci tengo a precisare che il mio babbo è una persona pulitissima, però non avendo il bagno in casa ce la svolgevamo tutti così.

Quando io e il mio babbo abbiamo visto in televisione Berlusconi a reti unificate, dire: – Italiani, io stasera scendo in campo ! – il mio babbo ha fatto due occhi così.
– Con tutti i soldi che c’ha non s’è neanche fatto il bagno in casa, quel lurido sporcaccione puzzolente…
E poi, non so se vi ricordate, ma quella sera c’aveva una pila di fogli alta così davanti: – Italiani, io stasera scendo…
Dice il mio babbo: – Oh quanto tempo era che non andava, questo vo’ riempì l’Italia! Ha cambiato canale dallo schifo, una cosa spaventosa.

(Ci risentiamo alla pt 4)

QUI la parte 2

QUI la parte 1

 

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