Piero Gribaudi
Un giorno, il sogno e la realtà […]

Piero Gribaudi Un giorno, il sogno e la realtà […]

Un giorno, il sogno e la realtà si incontrarono per via, si guardarono a lungo e poi esclamarono insieme:
“Non ci assomigliamo per niente, com’è allora che l’uomo ci confonde così facilmente?”.
Due che facevano lo stesso cammino si intromisero nel discorso:
“La colpa, o il merito, è nostro!”.
“Chi siete?” domandarono il sogno e la realtà.
“Siamo il dolore e il piacere. Avete mai visto un uomo che concepisca un sogno fatto di dolore, oppure uno che miri a una realtà priva di qualche piacere?”.
“Mai” assentirono il sogno e la realtà.
“Ed io”, intervenne a questo punto una voce squillante, “non sono forse la molla che sostiene ogni sogno?”
Tutti si chiesero chi parlasse così… “sono la speranza” rispose la voce.
A questo punto si udì un’altra voce, robusta e pastosa:
“Ma senza di me, che sono il coraggio, mai nessun uomo riuscirebbe a trasformare un sogno in realtà”
“A meno che non intervenga io”, interloquì un’altra voce ancora, “trasformando il sogno e modificando la realtà”
Il sogno, la realtà, il dolore, il piacere, la speranza e il coraggio riconobbero subito quella parlata in falsetto: era l’illusione.
“Che stolti” mormorò fra sé qualcuno che non volle intervenire alla diatriba.
“Non sanno che, per merito mio, il sogno è la realtà e la realtà è il sogno”.
Non pronunciò forte queste parole perché, pur essendo la Verità, nessuno le avrebbe creduto.

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