Pier Paolo Pasolini
L’occhio guarda […]

Pier Paolo Pasolini L’occhio guarda […]

L’occhio guarda, per questo è fondamentale.
È l’unico che può accorgersi della bellezza.
La visione può essere simmetrica lineare o parallela in perfetto affiancamento con l’orizzonte.
Ma può essere anche asimmetrica, sghemba, capricciosa, non importa, perché la bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune.
E dunque la bellezza si vede perché è viva e quindi reale.
Diciamo meglio che può capitare di vederla.
Dipende da dove si svela.
Ma che certe volte si sveli non c’è dubbio […].
Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà.
Occhi chiusi.
Occhi che non vedono più.
Che non sono più curiosi.
Che non si aspettano che accada più niente.
Forse perché non credono che la bellezza esista.
Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.

Citato da Fabio Pierangeli, Una domanda a cui non so rispondere, nel numero 11/2000 della rivista “30 giorni”

 

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