Paulo Coelho
Voglio essere un angelo […]

Paulo Coelho Voglio essere un angelo […]

L’abate João Pequeno pensò:
“Devo essere uguale agli angeli, che non fanno niente e vivono contemplando la gloria di Dio”.
Quella sera, abbandonò il monastero di Sceta e se ne andò nel deserto.
Una settimana dopo, tornò al convento.
Il Fratello Portiere lo udì bussare alla porta, e domandò chi era.
“Sono l’abate João – rispose -Ho fame”.
“Non può essere – disse il Fratello Portiere -, l’abate João si trova nel deserto per trasformarsi in angelo.
Ormai non sente più fame e non ha bisogno di lavorare per sostentarsi”.
“Perdona il mio orgoglio – rispose l’abate João -.Gli angeli aiutano l’umanità.
Questo è il loro lavoro, e perciò non hanno bisogno di mangiare, ma solo di contemplare.
Ma io sono un uomo.
L’unica maniera di contemplare questa stessa gloria è fare ciò che fanno gli angeli, e cioè aiutare il mio prossimo.
Il digiuno non serve a niente”.
Udendo il gesto di umiltà, il Fratello Portiere riaprì la porta del convento.

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