Citazioni

Michela Marzano
Il movimento di liberazione […]

Il movimento di liberazione delle donne è definitivamente lanciato negli anni Sessanta e Settanta.
Nel 1973, la statunitense Betty Friedan, fondatrice della National Organization for Women, organizza il primo congresso nazionale delle femministe: la marcia verso la liberazione della donna dal giogo di secoli di cultura maschilista e patriarcale sembra inarrestabile.
In Italia si assiste non solo all’abrogazione di leggi esplicitamente sessiste, come quella sul matrimonio riparatore, sul delitto d’onore, o ancora sulla penalizzazione dell’adulterio femminile, ma anche all’approvazione delle leggi sulla contraccezione e l’aborto.
Nel 1960, si decide l’eliminazione dai contratti collettivi nazionali di lavoro delle tabelle remunerative differenti per uomini e donne.
Nel 1970, viene approvata la legge sul divorzio.
Nel 1971, la tutela della maternità viene estesa alle lavoratrici dipendenti.
Nel 1975, è varata la riforma del diritto di famiglia, che riconosce la parità tra uomini e donne nell’ambito familiare: la potestà sui figli spetta a entrambi i genitori e non più solo al padre.
Nel 1977, si passa dal concetto di tutela per la donna lavoratrice al principio del diritto di parità nel campo del lavoro.
Nel 1978, viene varata la famosa legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.
Nonostante tutto, però, la mentalità, gli usi e i costumi, anche negli ambienti progressisti, tardano a cambiare.
Non dimentichiamo che nel marzo del 1979, durante il suo XV congresso, il Pci boccia l’emendamento che afferma: «Il partito riconosce l’assoluta parità tra uomo e donna in tutti i campi, compreso quello sessuale».

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