Maurizio Luca Prati
Vivere è […]

Maurizio Luca Prati Vivere è […]

Vivere è prendere coscienza che il nostro codice genetico è il risultato degli innumerevoli incontri dei nostri antenati. Dunque siamo anche noi un po’ conquistatori, conquistati, preti, suore, assassini, puttane…
Vivere è, dunque, arrendersi all’evidenza che non potremo mai stabilire, con assoluta certezza, se siamo i pro nipoti di preti o puttane.
Vivere è un contratto che firmiamo senza vedere negli occhi la nostra controparte.
Vivere è paragonare la vita al cioccolato: preso a piccole dosi, aiuta. Se esageriamo, invece, finiamo per farne indigestione e, quello che è peggio, a rifiutarlo per sempre.
Vivere è tener presente che i pensieri sono come i cristalli di neve: hai solo una frazione di secondo per ammirare la loro bellezza.
Vivere è camminare costantemente su un campo minato. È indispensabile trovare tutte le mine della propria vita. Farle esplodere e, solo allora, iniziare a coltivare qualche cosa.
Vivere è come avere una penna stilografica sulla scrivania. Può restare lì per decenni. Un giorno, però, ti comunicano un messaggio importante, il più importante della tua vita. Ti serve una penna per prendere nota. Ma scriverà ancora quella che conservi sulla scrivania ?
Vivere è cambiare ogni tanto la cartuccia ai nostri pensieri.
Vivere è rendersi conto che possiamo essere dei senza terra ma non dei senza storia.
Vivere è accettare una dura realtà: si può fare poesia solo se l’anima ribelle e libera ti racconta i suoi segreti.
Vivere è accettare un’evidenza: le piante che hanno l’ossessione per la normalità sono le prime a seccare.
Vivere è ammirare una donna brutta che non maschera il dono che le ha fatto il destino.
Vivere è saper discernere quando il tuo cane è esageratamente espansivo con qualcuno. Non è detto che gli sia simpatico. Può essere un attacco di pulci.
Vivere è non assecondare sempre il vento. Lui non ha una meta, noi sì.
Vivere è rendersi conto che luce e fango si trasmettono facilmente.
Vivere è paragonare la felicità a uno yeti: tutti sanno che esiste ma nessuno è mai riuscito a prenderlo.
Vivere è un coraggio continuo per non buttarsi via.
Vivere è un’opera d’arte che rimarrà incompiuta.
Vivere è astenerti dall’odiare qualcuno che te lo sta chiedendo.
Vivere è imparare dagli argini: difendono anche ciò che può essere loro antipatico.
Vivere è imparare dagli animali: non fanno mai nulla di animalesco.
Vivere è pensare sempre davanti a uno specchio. Non ti può sfuggire la realtà che hai davanti.
Vivere è saper vedere con una vista da aquile le cose che ci stanno sotto il naso.
Vivere è ridere con più gusto di chi ti sta offendendo.
Vivere è essere coscienti che la genialità è come una principessa: non ha mai più di un principe alla volta.
Vivere è non preoccuparsi del fatto che tu possa suscitare sesso e ilarità negli altri. L’importante è che non sia il tuo sesso a suscitare l’ilarità altrui.
Vivere è un po’ come essere delle sementi. Quasi mai capitiamo su una terra morbida da fecondare. Ci tocca spesso il selciato o, per i più sfortunati, l’asfalto. La vita è un tentativo continuo per attirare l’attenzione di un contadino distratto.
Vivere è sfatare il motto : Botte piena e moglie ubriaca sostituendolo con il più efficace, realistico, conveniente: botte in riserva e moglie allegrotta.
Vivere è riuscire a fare ogni tanto le flessioni. Solo così sentirai il peso reale del tuo sedere. Per sentire il peso dei tuoi pensieri, però, ti conviene correre i cento metri. Solo se lanciati a briglia sciolta ne intuirai i loro limiti.
Vivere è ricordarsi che lultima cosa da togliersi non sono le mutande.
Vivere è mangiare ogni tanto le banalità prodotte dal tuo pensiero. Meglio avere lo stomaco pesante anziché la mente.
Vivere è avere sempre il tepore di una mente tollerante.
Vivere è avere un sedere che abbia già divorziato con divani e poltrone comode.
Vivere è avere dei capelli che, nonostante siano rimasti in pochi, sappiano adeguatamente rappresentarti.
Vivere è una partita che giochiamo senza i nostri giocatori migliori. La vita è la sfida alla sfiga.
Vivere è cavalcare un mulo. Non finirai mai di bestemmiargli contro, però, alla fine ti ci affezioni.
Vivere è insegnare in una scuola di imbecilli. Come si fa a stabilire che stai facendo un buon lavoro ?
Vivere è non dire non so cosa dire.
Vivere è essere coscienti che la nostra vita è accompagnata da un eco meraviglioso: la nostra speranza…

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