Luigi Pirandello
Che colpa abbiamo […]

Luigi Pirandello Che colpa abbiamo […]

Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote?
Vuote, caro mio.
E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.
Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.

Comment

  • Sto cercando di risolvere problemi di condivisione sul sito e mi sono ritrovata questa citazione tra le mani (era segnalata come bloccata da Googlebot).
    Leggendola mi sono resa contro di quanto siano vere le parole che vi si leggono.
    Non funziona forse così in ogni momento? io vi dico qualcosa e cerco di renderla comprensibile ed eventualmente condivisibile, posso anche mettercela tutta per comunicarvi una mia sensazione, una emozione o un sentimento.
    Ma quelle parole che alla mia mente e alle mie orecchie vorrebbero dire qualcosa di preciso che io provo, alle vostre orecchie ed ai vostri occhi possono assumere un significato diverso.
    Quanti rapporti si sono rotti a causa di questi “frantendimenti”? Quante volte ci si è trovati a doversi difendere o contro attaccare perché quella che a noi sembrava una normale conversazione in cui enunciavamo il nonstro pensiero, è invece stato interpretato come attacco o come offesa.
    A me, forse perché ho l’abitudine di parlare di tutto e di non nascondere nulla, queste spiacevoli situazioni sono capitate spesso e continuano a capitare anche oggi in cui io non ho praticamente più rapporti diretti con le persone, ma solo via chat o email.
    Che io sia troppo schietta e parli troppo fuori dai denti? Del resto di denti me ne restano davvero pochi 😀
    Manco di diplomazia, dico sempre quello che penso, troppo spesso parlo d’istinto senza nemmeno pensare prima a quello che dirò: difetti miei gravi, errori in cui continuo ad incorrere nonostante ci provi a bloccarmi.
    Solo che quando mi pongo la domanda: “Come verrà preso quello che sto dicendo?” mi ritrovo anche a dire tra me e me che se non lo dicessi sarei falsa.
    E con quello faccio la mia scelta: uso le parole e ne accetto la loro ambiguità.
    Ma forse siamo solo noi a renderle ambigue volendole soppesare in ogni modo, non ponendo fiducia negli altri e volendo per trovare il brutto in ogni cosa.
    Non sarebbe tutto più facile dando almeno una opportunità alle persone di spiegarsi se noi recepiamo quello che dice come negativo?
    Penso a quante mail ho ricevuto e ricevo, messaggi nelle chat in cui mi arrivano critiche anche pesanti perché esprimo una mia posizione.
    Ma io non rappresento nessuno, solo me stessa. Se io dico che odio la caccia, che non sopporto si uccidano gli animali, ecc ecc. esprimo un mio credo e posso capire che implicitamente possa esservi una condanna a chi invece ha una posizione diametralmente opposta, ma non vuole esserci offesa di alcun genere se non l’espressione della mia personale posizione.
    Allora, sono davvero preziose le parole o sono in sé vuote?
    Che ne pensate? provoco scrivendo queste righe?
    Un abbraccio a tutti 🙂


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