Citazioni

Luciana Littizzetto
La castrazione chimica […]

Che  insolito  silenzio.  Che  ti  succede  stamattina,  Molly?
“Niente,  sono stupefatta. Credo proprio che andrò a suicidarmi.”
Qualcosina meno, no?
“E io che pensavo di avere l’esclusiva nelle zoppìe di pensiero.
” Non è che ieri sera hai bevuto troppo? In trattoria hai passato la cena a gridare: “In alto i nostri gomiti…”.
“Effettivamente ho avuto una notte agitata. Mi sono svegliata   tutta   avvoltolata   nel   lenzuolo   come   Lazzaro   prima   della resurrezione.  Ma  non  sono  in  crisi  per  questo.  Non  si  può  più  leggere  il giornale  facendo  colazione  perché  ti  va  di  traverso  il  croissant.  Ma  l’hai sentita l’ultima? La Cassazione ha deciso che dire ‘sporco negro’ a uno non è  un  insulto.”
Davvero?  E  cos’è?  Un  complimento?  Una  lusinga?  Un elogio?
“No, pare che sia solo ‘una manifestazione di generica antipatia’.”.
Mi sembra un buon modo per risolvere i problemi di razzismo.
“Ma questi dove ce l’hanno il cervello? Non è che tu dici ‘sporco negro’ a uno perché è nero e ha la maglia sporca di sugo… Lo dici per insultarlo.”
A meno che tu non  dica  “sporco  negro”  a  un  bianco.
“Be’,  in  quel  caso  sei  solo  cretino. Ma perché quelli della Cassazione non vanno a dirlo a Tyson? ‘Ehi, Mike? Come  ti  butta,  sporco  negro?’  Se  lui  gli  mangia  le  orecchie  però  devono riaprire  la  pratica.”
Io  invece  ho  trovato  tanto  una  bella  idea  la  proposta della  castrazione  chimica.
“Quella  è  vecchia.  Ogni  tanto  parte  ‘sto embolo.”
Hai notato? È un periodo che va di modissima parlare delle parti basse.
“E  infatti  si  dicono  tante  cazzate.”
La  Prestigiacomo  ha  chiesto  i preservativi   gratis,   Buttiglione   ha   invocato   la   castità,   Calderoli   la castrazione chimica e la Tiziana Maiolo il Viagra gratis.
“Quello speriamo di  no.”
Perché?
“Perché  Cesare,  già  così  tira  al  blu.  Se  può  prendere  il Viagra gratis poi non lo distingui più da un puffo.”
Comunque. La sostanza della castrazione chimica è questa: chi fa il maiale… ciao le bale.
“Ah sì? Non è che si va giù di machete alla moda di Lorena Bobbitt?”
Ma va’… È una cosa chimica.
“Che orrore. Ma tipo? Ai maniaci gli fan saltare le balle col napalm? Ci spruzzano sopra il flit? Gliele fanno seccare al sole come i pomodori  da  mettere  sott’olio?”
Tipo  una  cosa  così.  Di  certo  non  gliele pinzano nella portiera della Punto.
“Capisco.”
Pare che in questo modo si tolga ai porci la voglia di fare il maiale.
“Ma è la testa che comanda, mica solo il pisello.”
E infatti. Il buonsenso mi dice che anche se il cavolo non va,  rimane  la  testa  di  cavolo.  Quindi  può  essere  che  il  maniaco  non potendo più fare porcherie perché non gli funziona l’arnese, sfoghi la sua aggressività  picchiandoti  o  magari  ammazzandoti.
“Mi  sembra  un  bel passo avanti. E per prevenire che si  fa?”
Forse si castrano tutti i  maschi.
“Ti  prego  no.”
Sai  che  anche  il  ministro  Castelli  da  giovane  è  stato violentato? Pare che nel ’93 una donna gli abbia strappato la camicia. L’ha detto  una  sera  a  Porta  a  porta.  Ora  Vespa  sta  già  preparando  il  plastico della camicia.
“Ma perché? Strappare una camicia può essere considerata violenza  sessuale?  Allora  io  sono  una  mezza  maniaca,  non  hai  idea  di quante ne abbia sfrantecate sbagliando candeggio.”
Speriamo.

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