Citazioni

Luciana Littizzetto
A Parma tutto ma non i RIS […]

Niente allarmismi.
Forse passeremo l’inverno al buio, a battere le brocchette con la fiatella che fa condensa, ma i giornali raccomandano: niente allarmismi.
E poi aggiungono che il buco nell’ozono è sbrindellato, gli orsi bruni c’han le ascelle pezzate, le rondini badinano per i cieli e non sanno se migrare o prendere la cittadinanza italiana, ma niente allarmismi.
No, ma scusate. Niente allarmismi una mazza.
Siete voi che ci allarmate.
Non potete dirci che dietro l’angolo c’è l’Apocalisse, schiangonarci ogni volta che sfogliamo un giornale o vediamo un TG con le foto della Terra crepata, i gerani fioriti a gennaio e i gechi al sole sulle baite della Val d’Aosta e poi raccomandarci di stare calmi.
Benedettissima Eva.
Oggi ce l’ho col mondo intero.
Anzi. Approfitto dell’ira funesta per dire anche due paroline sui RIS di Parma.

Chincaglieria di pensiero, per carità.
A Parma sanno far bene un sacco di cose.
Tipo il parmigiano, il formaggione dalla crosta spessa che esportiamo in tutto il mondo. Il prosciutto crudo.
Quello che si scioglie in bocca e il commesso manco ti ascolta se non specifichi “di Parma”.
L’Acqua di Parma, che profuma di limone e persino la Violetta di Parma, che sa di nonna.
Tante cose sanno far bene a Parma.
Io mi concentrerei su quelle e lascerei un po’ perdere le indagini.
Spiace dirlo ma quando in un delitto si mettono di mezzo i RIS di Parma puoi star certa che alla fine non se ne viene a capo.
Quando sento: “Proseguono le indagini e da domani arriveranno alla villetta i RIS di Parma”, mi dico: Bon. Finita. Ciao le balle.
Perché poi per mesi mi tocca vedere ’ste enormi meringhe che sciabattano, ’sto pigiama party continuo, ’sti fantasmoni che ci dan giù col luminal senza capirne mezza.
Se mi dicessero: da domani arriva la signora Fletcher, il tenente Colombo o il cane lupo Rex, starei più tranquilla. Coi RIS di Parma no.
I RIS trovano tracce di sangue dell’indiziato sul divano?
Due giorni dopo si scopre che era sangue dal naso.
Vestiti macchiati di rosso trovati in un canale vicino alla villetta dell’orrore?
Dopo venti giorni di esami e sbattimenti i RIS di Parma danno i risultati degli esami. Le macchie non sono di sangue ma di vernice.
Ma minchia. Un’altra volta chiamate mia madre.
Lei a distinguere una macchia di vernice da una di sangue ci mette un secondo. E solo con occhi e naso.
E te li smacchia pure.
I RIS dovrebbero recuperare indizi inequivocabili da un pulviscolo di forfora, dai resti di un’oliva addentata, dalla saliva sullo stecchino, e finiscono invece nel dubbio se l’arma del delitto sia un mestolo o uno scarpone?
A me sembra che siano due oggetti molto diversi tra loro e lascino impronte altrettanto diverse. Non ci si può confondere. Con uno scarpone con la suola a carro armato è molto scomodo tirar su il minestrone. Rimangono i borlotti incastrati che per toglierli ci vuole un cacciavite. E uno scarpone con la suola tonda e liscia come un mestolo?
Invece di camminare dondoli come i babaci del Subbuteo.
Ma i RIS sono solo a Parma?
No perché a ’sto punto io proverei magari coi RIS di Cuneo o coi RIS di Mazara del Vallo.

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