Giorgio Panariello
Ero preparato […]

Giorgio Panariello Ero preparato […]

Ero preparato a vederti andare via: stavi male da tempo, sapevo che sarebbe stata questione di settimane. Ma quando te ne sei andato, quando sono rientrato a casa e non c’era più il tuo bau a salutarmi… Ecco, in quel momento ho capito quanto lancinante potesse essere il dolore di perderti. Mai nella mia vita avrei pensato di stare così male. Ho pianto tutto il giorno, e il successivo, e chissà per quanto ancora.
Sì, quando ti ho portato a casa pensavo che saresti stato un perfetto nano da giardino, un bellissimo cane da mostrare a chi fosse venuto a trovarmi. Invece sei diventato un figlio per me. Mi hai cambiato, in meglio: per questo dico che non te ne sei mai andato davvero. Sei sempre qui, da qualche parte nel mio cuore e nel mio cervello.
Sai, amico mio, anche se sono passati tre anni da quando non ci sei più, vivi nei miei pensieri. E non solo in quelli. Lo sai che da quando non ci sei più porto sempre con me il tuo guinzaglio? È un modo per non staccarmi mai da te, per pensare che ancora, qualche volta, possiamo andare a spasso insieme come facevamo prima. È un modo per ringraziarti: grazie a te ho capito meglio gli altri cani, anzi, tutti gli altri animali.
Ed è stato un regalo immenso che solo chi ha amato un cane può capire.
Non ti dimenticherò mai.
Giorgio

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