Citazioni

Kahlil Gibran
Il Profeta – Il commiato 1ª parte

Il commiato 1ª parte

E così si fece sera.
E Almitra, l’indovina, disse:
“Sia benedetto questo giorno
e questo luogo
e il tuo spirito che ha parlato”.
E lui rispose:
Ero io a parlare?
Non sono stato io stesso un uditore?
Quindi scese i gradini del tempio
e tutto il popolo lo seguì.
Lui raggiunse la sua nave
e restò in piedi sul ponte.
E ancora rivolto al popolo
levò alta la voce e disse:
Popolo di Orfalese,
il vento mi comanda di lasciarvi.
Io sono meno impaziente del vento,
tuttavia devo andare.
Per noi,
viandanti eternamente alla ricerca
della via più solitaria,
non inizia il giorno
dove un altro giorno finisce,
e nessuna aurora ci trova
dove ci ha lasciato al tramonto.
Anche quando dorme la terra,
noi procediamo nel viaggio.
Siamo i semi della tenace pianta,
ed è nella nostra maturità
e pienezza di cuore
che veniamo consegnati al vento
e dispersi.
Brevi furono i miei giorni tra voi,
e ancor più brevi
le parole che ho detto.
Ma se la mia voce
si affievolirà nel vostro orecchio
e il mio amore
svanirà nella vostra memoria,
allora io tornerò.
E con cuore più ricco
e labbra più docili allo spirito,
parlerò con voi.
Sì, tornerò con la marea,
E se anche la morte mi celasse
e mi avvolgesse il silenzio più profondo,
ancora cercherò il vostro ascolto.
E non cercherò invano.
Se ciò che ho detto è verità,
questa verità dovrà rivelarsi
in una voce più chiara
e in parole più somiglianti
ai vostri pensieri.
Io vado col vento,
popolo di Orfalese,
ma non verso il  nulla.
E se questo giorno
non  è compimento delle vostre attese
né del mio amore,
sia allora promessa per un altro giorno.
I bisogni dell’uomo mutano,
ma non  il suo amore
né il desiderio che sia l’amore a placarli.
Sappiate dunque
che io tornerò
dal silenzio più grande.
La nebbia
che all’alba si dissolve
e lascia sui campi solo rugiada,
si alzerà per raccogliersi in nube
e ricadere sotto forma di pioggia.
E io fui come nebbia.
Nella quiete della notte
ho camminato per le vostre strade
e il mio spirito
è entrato nelle vostre case.
I palpiti del vostro cuore
erano nel mio cuore
e sul mio volto soffiava il vostro respiro,
e vi ho conosciuti tutti.
Sì, ho conosciuto
la vostra gioia e il vostro dolore e,
nel sonno,
i vostri sogni erano i miei sogni.
Tra voi sovente
sono stato un lago circondato da montagne.
In me si sono rispecchiate
le vostre vette e i curvi pendii,
e anche il lento sfilare delle greggi
dei vostri pensieri e passioni.
E al mio silenzio è giunto,
come a ruscelli,
il riso dei vostri bambini,
e a fiumi, l’ardente desiderio
dei vostri giovani.
E raggiunta la mia profondità,
ruscelli e fiumi
non avevano ancora smesso il canto.

segue

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