Citazioni

Gian Antonio Stella
Ai funerali erano in sedici. […]

Ai funerali erano in sedici.
Nora pensò che non era giusto andarsene così, senza che praticamente la città se ne accorgesse.
Come è possibile che una vita intera lasci un segno solo in sedici persone?

Una risposta

  1. Mi era molto piaciuto questo libretto di Gian Antonio Stella, pieno di umanità e di tenerezza.
    Ho ripescato questa breve citazione per caso, mentre sfogliavo a caso il sito. Sarà il periodo che si vive, o un momento di pensieri cupi, ma l’idea della morte mi accompagna spesso.
    Non come qualcosa di pauroso sicuramente, sarebbe distorcere la realtà, ma come qualcosa che tira una linea in fondo alla somma prima di mettere il risultato, il totale della vita. Una strana idea la mia forse, ma in questi giorni ho letto quasi tutti i giorni il giornale della mia città, L’Eco di Bergamo, con il terrore di vedere nomi che un tempo (prima di venire qui in Canada) mi erano familiari. Oserei dire che quel giornale era noto in casa mia, direi proprio esclusivamente per i necrologi: non era certo un giornale di informazione effettiva.
    Pagine intere di decessi in cui io cercavo nomi noti, non sapendo in che fascia di età guardare, ma con il fiato corto e tanta malinconia nel vedere tanti bei vecchi sparire così. Ovviamente faccio parte anche io della categoria, anche se forse ai limiti inferiori di età, e vedere quei volti così “bergamaschi”, volti puliti, di gente che ha sgobbato per una vita, mi veniva fatto di chiedermi quanto ulteriore dolore poteva dare l’assenza di funerali. Personalmente ho sempre odiato ogni forma di celebrazione, matrimoni tanto quanto funerali, ma nel concetto italiano sono invece molto importanti.
    La citazione parla con meraviglia della presenza di SOLO sedici persone al funerale e finisce dicendo:

    “Come è possibile che una vita intera lasci un segno solo in sedici persone?”

    Non mi ero mai posta questa domanda e peraltro se dovessi riferirla a me stessa, le presenze sarebbero TRE, la mia famiglia.
    Ma allora il segno che posso avere lasciato nella mia vita si limita a quello, ai miei figli e forse mio marito? Non credo di avere mai combinato nulla nella mia vita, sicuramente nulla di successo o di importante, ma io credo che ognuno di noi lasci molto di sé lungo il suo percorso. Almeno se cerca di essere presente, di vivere, aprirsi agli altri, comunicare, darsi da fare…. Se debbo interpretare il risultato di una vita dal numero di partecipanti ad un funerale o dei necrologi messi sul giornale allora privo una persona di ogni dignità. E non lo dico riferendomi a me ovviamente, ma a tutti quelli che in questi mesi se ne sono andati senza avere avuto una funzione pubblica.
    Forse per questo erano ancora più numerosi del solito gli annunci sui giornali?
    Non riesco a ridurre una persona amata, o anche solo conosciuta ed entrata casualmente nella mia vita, ad un trafiletto, ad una partecipazione o ad un fiore.
    Ognuno di noi è molto di più di questo, e non è compito di cerimonie o giornali ricordarlo: siamo noi a doverlo fare, solo noi.
    Spero con questo di non offendere nessuno, forse ho semplicemente difeso me stessa per non annegare nella mia realtà 🤗😘

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