Citazioni

Fernando Pessoa
Tutta la vita dell’anima […]

222 (427) 10.4.1930
Tutta la vita dell’anima umana è un movimento nella penombra.
Viviamo in un’incertezza della coscienza, mai sicuri di ciò che siamo o di ciò che crediamo di essere.
Nei migliori di noi c’è la vanità di qualcosa e c’è un errore di cui non conosciamo l’angolo.
Siamo qualcosa che accade nell’intervallo di uno spettacolo; a volte, attraverso determinate porte, intravediamo quello che forse è soltanto lo scenario.
Tutto il mondo è confuso come voci nella notte.
Ho appena riletto queste pagine nelle quali scrivo con duratura chiarezza e mi interrogo.
Cos’è questo, e a cosa serve questo?
Chi sono quando sento?
Che cosa muoio quando sono?
Come qualcuno che da un’alta cima tenti di distinguere la vita che si svolge a valle, così io mi contemplo da una cima e sono, insieme a tutto, un paesaggio indistinto e confuso.
In queste ore di abisso dell’anima il più piccolo dettaglio mi opprime come una lettera di addio.
Mi sento costantemente alla vigilia di un risveglio, soffro per l’involucro di me stesso, in un soffocamento di conclusioni.
Di buon grado griderei, se la mia voce arrivasse da qualche parte.
Ma c’è in me un grande sonno, ed esso si sposta da una sensazione all’altra come una successione di nuvole, quelle nuvole che dipingono con colori diversi, di sole e di verde, l’erba soffusa d’ombre degli sconfinati campi.
Sono come qualcuno che cerca a caso, senza sapere dov’è stato nascosto, un oggetto che non gli hanno descritto.
Giochiamo a nascondino con nessuno.
C’è da qualche parte un sotterfugio trascendente, una divinità fluida e appena avvertita.
Rileggo queste pagine che rappresentano ore povere, piccole tranquillità o illusioni, grandi speranze deviate sul paesaggio, pene come stanze dove non si entra, qualche voce, una grande stanchezza, un vangelo ancora da scrivere.
Ciascuno ha la sua vanità e la vanità di ciascuno è dimenticare che esistono altri con l’anima uguale alla nostra.
La mia vanità sono delle pagine, qualche prosa, alcuni dubbi…
Rileggo? Ho mentito! Non oso rileggere.
Non posso rileggere.
A cosa mi serve rileggere? Ciò che si trova in queste pagine è un’altra cosa.
E non capisco più niente…

Letto da Luigi Maria Corsanico

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