Citazioni

Fernando Pessoa
… la mia storia priva di vita […]

Invidio – ma non so se è invidia – coloro dei quali si può scrivere una biografia, o che possono scrivere la propria.
In questi miei appunti sconnessi, e che non ambiscono ad avere un nesso, racconto con indifferenza la mia autobiografia priva di avvenimenti, la mia storia priva di vita.
Sono le mie confessioni, e se in esse non dico niente è perché non ho niente da dire.
Che cosa c’è da confessare che valga la pena o che sia utile?
Quello che è successo a noi, o è successo a tutti o esclusivamente a noi; nel primo caso non è una novità e nel secondo caso non è una cosa che si possa capire.
Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire.
Quello che confesso non ha importanza perché niente ha importanza.
Con ciò che sento costruisco dei paesaggi.
Fabbrico delle vacanze con le sensazioni.
Mi è facile capire le ricamatrici che ricamano per pena e coloro che fanno la calza perché esiste la vita.
La mia vecchia zia faceva dei solitari durante l’infinito delle sere di veglia.
Queste confessioni del sentire sono i miei solitari.
Non li interpreto come chi interroga le carte per conoscere il destino.
Non le scruto perché nei solitari le carte non hanno un valore preciso.
Mi srotolo come una matassa multicolore oppure invento con me stesso delle figure di spago come quelle che fra bambini si tessono con le dita aperte e si passano da un bambino all’altro.
L’unica cosa che mi sta a cuore è che il pollice non sbagli il laccio che gli spetta.
Poi giro la mano e l’immagine cambia.
E io ricomincio.
Vivere è fare l’uncinetto con l’opinione degli altri.
Ma, mentre lo si fa, il pensiero è libero e tutti i principi incantati possono passeggiare nei loro parchi tra un tuffo e l’altro dell’uncinetto d’avorio.
Uncinetto delle cose…
Intervallo…
Niente…
Del resto in che cosa posso contare su di me?
Un terribile acume delle sensazioni, e la profonda consapevolezza di stare sentendo…
Un’intelligenza acuta per distruggermi, e un potere di sogno desideroso di distrarmi…
Una volontà morta e una riflessione che la culla come un figlio vivo…
Sì, uncinetto…
Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani; l’ansia insaziabile e molteplice dell’essere sempre la stessa persona e un’altra.

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