Citazioni

Erling Kagge
In un certo senso […]

«In un certo senso è il silenzio che deve parlare»
Il silenzio ha per l’appunto un compito, deve parlare.
Deve dirci delle cose, e noi dobbiamo parlare con lui e sfruttare il suo potenziale inespresso.

“Forse perché il silenzio contiene in sé lo stupore, ma anche una specie di violenza, un po’ come l’oceano o una distesa sconfinata di neve.
E chi non si è stupito davanti a questa violenza ne ha avuto paura.
È per questo che molti temono il silenzio e che la musica è dappertutto e sovrasta tutto.”
(Jon Fosse)

Ho ben presente la paura di cui scrive Fosse.
Una sottile inquietudine nei confronti di qualcosa che conosco a malapena e mi induce a non essere presente a me stesso, tenermi occupato in qualche modo, evitare il silenzio, tuffarmi a capofitto in qualche nuova attività.
Mando sms, ascolto musica, accendo la radio oppure lascio correre i pensieri, invece di resistere e magari chiudere fuori il mondo per un istante.
Io credo che la paura a cui Fosse non dà un nome sia il timore di conoscersi meglio.
Mi sento un codardo ogni volta che evito di guardarmi dentro.

3 risposte

  1. Alle volte, leggendo qua e là, anche solo nel verificare o aggiungere qualcosa sul sito, mi rendo conto di quanta intelligenza e capacità di pensiero abbiano gli esseri umani.
    E a maggior ragione mi interrogo sul perché siano così bravi nel rendere il mondo un inferno invece che un paradiso.
    Provate a leggere questa citazione, personalmente la ho trovata una lettura decisamente impegnativa, ma leggendola e rileggendola mi ha permesso di capire parecchie cose e soprattutto me le ha fatte affrontare.
    Paura, silenzio, rumore, distrarsi da tutto pur di non affrontare il nostro silenzio interiore, quello che io credo sia il nostro vero tutore, quello che fa da grillo parlante e che noi – appunto – rifuggiamo.
    Leggete e poi, se vi va, parliamone.
    Forse sono solo io che vigliaccamente mi ritrovo spesso a fuggire quel silenzio, quel momento di solitudine con me stessa che mi costringe a fare i conti con me stessa e il mio agire. Forse voi tutti siete più coraggiosi, capaci di affrontare la vostra coscienza o, ancora più fortunati, siete in completa pace e comunione con lei.
    Beatiiiiii

  2. strano per me che cerco sempre momenti di solitudine nelle attivita’ quotidiano per rivangare dentro di me,riconsiderare i miei errori,cercare di correggerli.Solo poche volte,cado nel ”SE”.

    1. Ognuno di noi ha un proprio modo di affrontare la vita e sé stesso….
      Io personalmente fuggo il silenzio perché ne vivo circondata: intorno a me ci sta il vuoto e spesso mi ritrovo a parlare con me stessa, a criticarmi soprattutto e quindi alla fine a farmi solo del male. Ma vero è anche che il mio vivere si svolge qui, davanti ai monitor, in una stanza e su questa sedia: non possiamo chiamarla “attività” la mia.
      Benvenuto e Grazie di esserti fermato qui 🙂

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