Efraim Medina Reyes
Il tuo corpo era mio […]

Efraim Medina Reyes Il tuo corpo era mio […]

Il tuo corpo era mio cent’anni prima di appartenerti, ti ho salvato molte volte in altre vite, ho stritolato il tuo cuore e nessuno può restituirgli la forma originaria.
Non c’è nulla che abbia fatto con segrete intenzioni, non ho avuto in cambio denaro né onori, non c’è stato accordo né ricatto.
Ti sei data a me e io ti ho presa con somma attenzione.
Eravamo una cosa sola, tanto che nessuno potrà stare con te senza avere anche un po’ di me.
Non avevi nessuna esperienza Tra noi non è mancato nulla.
Adesso sei circondata di oggetti e hai quella che voi chiamate una vita.
Sai che non sono portato per questo, non so svegliarmi ogni giorno accanto a qualcuno, non so scendere le scale a una certa ora né baciare certe persone.
Sarei capace di dare fuoco a un ospedale ma non arriverò mai puntuale a un appuntamento.
Gli esseri superiori come tuo marito fanno un lavoro eccellente.
Io riesco solo a vivere e per questo mi chiamano viveur.
Sono il tipo che le madri detestano e le figlie adorano.
Cosa posso nascondere?
Lascio impronte sull’acqua.

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