Dimitris Mingas
Amico mio […]

Dimitris Mingas Amico mio […]

Dimitris-Mingas-Amico-mioAmico mio
Tra poco sarà l’alba e in questo giorno di festa ho deciso di scriverti, anche se tu non rispondi.
Le lettere a volte sono come i libri mediocri o un amore disperato; non hanno destinatario.
Hai sempre sostenuto che si muore davvero soltanto quando gli amici e le persone care si dimenticano di te.
Finora ho cercato di credere in queste tue parole e oggi che finalmente ho in mano il nostro libro, ho deciso di scriverti.
Dopo tanti anni di amarezze e delusioni, ho deciso di pubblicarlo a mie spese.
Che cosa si prova, come si reagisce quando si vede stampato qualcosa che si è scritto noi? Alcuni sostengono che i pensieri fissati su un foglio di carta sono un corpo estraneo, esterno a te.
È sbagliato! In quelle pagine ci sei tu mentre corri scalzo sulla sabbia.
E mentre le sfogli sei sempre più solo e più nudo…
Le lettere e le parole non bastano a nasconderti, come credevamo un tempo.
Le frasi sono trasparenti.
Ma niente di più.
Non ritorni tu, Ètone, né la tua emozione di allora.
Anche la nostra isola si allontana sempre di più sul mare.
La poesia è altrove; non si può strappare dal mare.
Forse (dico forse) avevi torto quando insistevi nel dire che la poesia è l’unico modo per tornare – ma dopotutto non sono sicuro neanche di questo.
La cosa più probabile è che non mi sono sforzato abbastanza, forse non ho l’energia né le doti che occorrono per trattenere tutti voi.
Perdonami: non sono riuscito a trovare la parola magica…
Il tuo amico”

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