Diego De Silva
E sì, mi manca ancora […]

Diego De Silva E sì, mi manca ancora […]

E sì, mi manca ancora.
Per quanto incomprensibile possa essere, sento ancora la sua mancanza.
La sento soprattutto in questo tipo di situazione, quando esco, quando mi siedo in un ristorante con qualcuno, quando viene un po’ di sole dopo che ha piovuto, quando la gente intorno parla del più e del meno, quando la normalità incalza.
È soprattutto in quei momenti che mi domando che cosa ci faccio lì.
Perché rimango.
Perché non me ne vado.
E perché quello che mangio non sa di niente.
E perché delle cose che mi dicono gli amici, cose per le quali dovrei pure provare un qualche interesse, non m’importi assolutamente nulla.
E risponda per pura cortesia, sperando che se la bevano e pensando che se pure non se la bevono fa lo stesso.
E perché quando mi sembra di cominciare a rilassarmi, finalmente, vengo subito attaccato dal solito stormo di piccoli ricordi felici che vuole portarmi via da dove sto.
E perché mi sembra di aver lasciato la vita da qualche parte.
Ma dove?
Fanculo, va’.

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