Citazioni

Diego Cugia
Fateci caso, l’Italia è il Paese […]

Fateci caso, l’Italia è il Paese degli Aventi Diritto.
Il bambino ha i suoi diritti, lo studente reclama i propri diritti, il professore pure, gli impiegati non ne parliamo, i diritti dei genitori, i diritti dei figli, i diritti dei calciatori, i diritti del presidente, dei diversi, degli oppressi e degli oppressori.
Ma dov’è l’Italia dei doveri? Ne vogliamo parlare? “Doveri.” Cazzo di parola, giusto? Fa venire in mente i nonni, la polvere, la grammatica e la noia.
Be’, siete fottuti fratelli, un mondo senza doveri è un mondo senza diritti.
Se preferite, un Paese in cui tutti hanno sempre diritto è un Paese in cui tutto andrà sempre storto.
Oggi c’è l’apoteosi del piacere.
Il piacere — come si dice — è di tendenza.
Tutto e subito.
Risultato? Tutti insoddisfatti.
Il piacere come scorciatoia fa pena.
Il piacere è un traguardo.
Il dovere, il mezzo per arrivarci, come le caravelle per Colombo.
Perché se Cristoforo Colombo avesse scoperto l’America dopo mezz’ora di navigazione, l’America rimaneva quella, ma a lui gli sarebbe sembrata una schifezza.
Il piacere è una conquista del dovere.
Eppure non c’è parola più odiata dal popolo italiano.
Dovere vi sembra una cosa fascista, tipo credere obbedire combattere.
Aprite un dizionario e cercatela questa stramaledetta.
Dovere:
“Obbligo morale di agire in conformità alla propria coscienza”.
Lasciate perdere l’obbligo verso la legge o l’autorità.
Fermatevi a questo significato: rispetto della vostra coscienza.
Riflettete.
Imparate questa cosa nuova: il dovere è un tuo diritto.
Comincia a gridare i tuoi doveri prima dei tuoi diritti.
E il Paese avrà fatto un passo in avanti….
Ma così sono troppo buono.
Troppo!

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