Citazioni

Diego Cugia
Ero un bambino di buone maniere […]

Ero un bambino di buone maniere.
Rifilate a un bambino troppe buone maniere ed eserciterà solo le cattive.
Ce l’ho qua la foto, con il cappottino, cappello con visiera e calzini bianchi.
Sono così buono che mi viene da urlare.
Mia madre ha passato la maggior parte del suo tempo a rendere la mia presenza il più sopportabile possibile agli amanti e alle amiche.
Dì buongiorno alla signora.
Buongiorno vecchia befana.
Che cosa si dice? si dice grazie.
Grazie e prego, prega tu.
Vuoi un gelato?
Dì per piacere.
Non mettere i gomiti sulla tavola.
Non parlare con la bocca piena.
Non ti dondolare sulla sedia.
Ci si alza quando si saluta.
Quando si fa un ruttino si chiede scusa.
Devo aver pronunciato queste frasi almeno trentamila volte nei miei primi dieci anni di vita.
Servono a poco queste menate, fratelli, se prima non insegnate loro altre due cose: la tolleranza e la solidarietà.
Dimmi che ci fai con un bambino ben educato che va in giro a picchiare i negri.
— Scusi signor Kunta Kinte le posso bruciare la casa, per gentilezza?
— La trovo bene, signora terremotata, le dispiace se le sfondo il camper?
— Buongiorno, Mister Vicino.
Mi hanno gentilmente prestato una motosega e i suoi bambini sono così elettrizzati.
Potrei cortesemente sgozzarli? Sarò rapidissimo…
Hai ragione fratello, sono un condannato a morte non un professore di pedagogia.
Ho imparato questa cosa adesso che non mi serve più.
Non ho figli da amare.
Ho un milione di fratelli e nessun nipote.
Mangiatevi gli spaghetti con le mani ballando con i piedi sul tavolo, come faceva Totò.
Lavatevi le ascelle con la lingua.
Ma sulla tolleranza e la solidarietà non si discute: siano la vostra legge.
È chiaro, teste da tagliare?
Jack Montessori.

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