Citazioni

Carmelo Bene
Alas, poor Yorick […]

Alas, poor Yorick ! Era un ragazzo di un umorismo infinito, mio fratello.
Stessa madre per nove mesi.
Fu qualcuno.
Aveva un Ego minuzioso e scaltro.
Si prendeva per qualcuno.
E adesso niente, niente, niente, niente, nemmeno il suo sonnambulismo.
Qui, proprio qui, c’era una lingua che biascicava « Good night, ladies ; good night, sweet ladies ! good night, good night ! ».
Cantava.
Ha sbadigliato? Ha arrossito? Orrido, orrido, orrido.
Mi restano forse ancora vent’anni, trent’anni da campare e poi verrà il mio turno, com’è venuto per altri.
O Tutto! O che sventura non esserci più! Sì, voglio andarmene via domani e informarmi per tutto il mondo dei più adamantini procedimenti d’imbalsamazione.
Ah, tutto è bene quello che non finisce mai.
Come mi annoio superiormente! E allora che aspetto qui? La morte? Come? Io morire? Ma via, andiamo! Io morire? Ma andiamo! Sì, d’accordo, si muore, ma non essere più, non esserci più! Parole, parole, parole.
Ma che cosa mi ci vuole se tutto mi fa freddo? Basta! Quando ho fame, ho fame; quando ho sete, ho sete; quando ho voglia, ho voglia, e allora se l’idea della morte m’è così lontana vuol dire che la vita mi è in balia, vuol dire che la vita mi reclama, e allora, vita mia a noi due! Fratello mio, yorick, il vostro cranio me lo porto a casa e gli farò un bel posto sull’étagère dei miei ex-voto, tra un guanto d’Ofelia e il mio primo dente.
Ah, come lavorerò bene questo inverno con tutti questi fatti! Ho l’infinito in cartellone.

Test da:
Jules Laforgue – Moralités légendaires – Hamlet ou les suites de la piété  filiale
William Shakespeare – Amleto

Interpretato da Carmelo Bene

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