Citazioni

Biagio Antonacci
Da bambino pensavo […]

Da bambino pensavo alla mia assenza: come sarà il mondo, come sarà la vita senza di me?
Un giorno, avrò avuto dieci o undici anni, dovevo andare a giocare a pallone con gli amici.
Vicino al mio palazzo c’era un campo da calcio piuttosto sfigato, con più polvere che erba, che vedevo dalla mia finestra all’ottavo piano.
Avevo la febbre e quindi non potevo andare, però mi sono affacciato per vedere cosa facevano gli altri.
Beh, gli altri giocavano a pallone.

Mi sono detto: ecco come sarà la vita senza di me.
Tutto normale.
Non cambia niente, manco solo io.

Conclusione: che tu ci sia o non ci sia, per gli altri non cambia niente.
Da quel momento ho tratto una grande forza, perché avevo capito che non sarei dovuto star lì tanto a meditare sulla vita senza di me, ma avrei dovuto pensare alla vita… degli altri chi se ne frega, a un certo punto.
Avevo cominciato a capire che se soffro per la mia assenza in questa vita, non è tanto per gli altri, quanto per quello che perdo io.

Tutte le partite di pallone che non posso giocare…
…le donne che non posso avere…
…gli amici che non posso conoscere…
…le canzoni che non posso scrivere…
…la musica che non posso ascoltare…
…il mare che non posso vedere…
…le corse che non posso fare…

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