Citazioni

Antonio Tabucchi
Te lo raccontai […]

Te lo raccontai quella notte, al balcone della casa sul mare, guardando le stelle cadenti che lasciavano strisce bianche nel cielo notturno.
Ricordo bene cosa mi dicesti quando ebbi finito, ma nonostante ciò ho voglia di ripeterti un capitolo.
Ma questa volta non te lo riassumerò come feci quella notte, te lo trascriverò come se lo stessi copiando, perché naturalmente esso esiste parola per parola nella mia memoria che lo ha immaginato. In concreto non esiste da nessun’altra parte, certo.

Insomma: non importa dove, purché sia da nessuna parte.
E tu sai come mi costi infrangere questo patto segreto con me stesso e rendere scritte e visibili, e dunque presenti, parole che esistevano solo aeree, leggere, alate e imprendibili, e libere di essere non essendo, proprio come il pensiero.
E come diventano perentorie qui sulla carta, e quasi volgari, e grasse, con l’irrimediabile arroganza delle cose che sono.
Non importa, lo farò lo stesso: in fondo anche tu amavi le fessure fra le cose, ma poi hai scelto il pieno, e forse hai fatto bene, perché è una forma di salvezza, o comunque di accettazione di ciò che tutti siamo.
Ah, que la vie est quotidienne!

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