Citazioni

Antonio Tabucchi
Io, al contrario

Io, al contrario, ti scrivo da un tempo rotto.
Tutto è in frantumi, mia Cara, i frammenti sono volati da una parte all’altra e mi è impossibile raccoglierli se non in questo circolo forzato in cui continuo a girare fino alla nausea e all’idiozia, finché esso non si aprirà in un punto ignoto. Che però non sarà quello di un’altra vita, ma di questa. Perché non è dall’altra parte che ti sto parlando ma da questa, anche se essa appartiene insospettabilmente ad un’orbita diversa dalla tua. Se fosse il contrario sarebbe troppo facile uscirne: basterebbe vivere la vita che ci è concessa come se si vivesse in un’altra dimensione, cosa che pensatori anche sublimi hanno saputo risolvere in maniere artistiche spesso sublimi. No, il problema è assai diverso.
È che l’orbita è allo stesso tempo la stessa e un’altra, io vedo la tua e vi entro quando voglio, senza che tu possa fare lo stesso con la mia. Io ci sono senza che tu abbia bisogno di essere con me, né di saperlo, perché la tua orbita è unica e irripetibile, e invece la mia è sincronica con se stessa, e gira e gira all’infinito.
E la beffa, come ti accennavo, consiste proprio in questo, che il momento dell’uscita avverrà solo nel mio Attuale, cioè in quello che io sto essendo senza esserlo: le dimensioni si sono invertite, ciò che era solo ricordo è diventato presente, e ciò che davvero sono o dovrei essere, il mio presunto ora, è diventato virtuale e lo scorgo da lontano come da un cannocchiale rovesciato, aspettando di rientrarvi all’ultimo momento, per quell’istante terminale in cui ci è dato di ripercorrere all’indietro tutta la nostra vita, che invece sono condannato a ripercorrere senza sosta. E in quell’istante concessomi avrò appena il tempo di annaspare nell’aria come un annegato, e poi: buonanotte.
Sai, penso che nell’evadere da questo tempo ripetuto, che è una forma di perversa entropia, non si verificherà neppure una piccola esplosione, come quando nell’universo una massa di energia compressa esplode provocando una nuova stella. Altro che quello che affermava il filosofo matto, che si deve aggiungere ancora del caos dentro di noi per poter far nascere una stella danzante.

Ma quale stella! Basterà solo un minuscolo foro, e tutta questa energia insensata se ne fuggirà come quando si buca il tubo del gas e … fssss… fssss…, tutto finirà in un attimo, in una modestissima bolla, un residuo, un niente fatto di niente, come una scorreggia del tempo.

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