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Anonimo dal Web
Ricordati …. che bisogna vivere per capire[…]

Ricordati …. che bisogna vivere per capire
È immergendoti nella difficoltà, è bagnando le ossa e la pelle dell’esperienza a volte cruda,
solo così si può sentire palpitare il cuore del mondo
“il legno forte non cresce negli agi”.
Ogni sofferenza, ogni stato di apatia è preludio di una conoscenza, porta in grembo la forza della “possibilità”.
Ricordati se soffri non è per sofferenza gratuita, la sofferenza è un regalo che ti viene fatto per scoprire qualcosa, per salire di un gradino, per salire quel gradino che ti permette di gustarti il panorama!!
Ricorda quanto ti piacciono le montagne, sali lì in alto guardi, e ti senti più vicina agli angeli e a Dio!
Ricorda, la tua vita e le opportunità che hai sono il meglio del mondo, sta a te alzarti e affrontare quel meglio affrontalo con forza e sii felice!!
Non dimenticarti, siamo anime, anime che hanno deciso di incarnarsi e di evolvere, migliorare, e ricorda che qui, questa terra è popolata da altre anime che devono evolvere, c’è chi sbaglierà ancora, c’è chi capirà, c’è chi dovrà tornarci ancora e ancora più volte.. per comprendere, per avere consapevolezza di quel battito del cuore del mondo se stai in silenzio e annulli i tuoi sensi, lascia che la tua anima ascolti, è una melodia, la melodia dell’amore, che ha un suono.. e tu l’hai sentito e… lo senti!!
Lo senti bimba, lo senti!
Ti chiamano bambina, ma tu bambina un giorno sarai madre e guarderai con occhi di bambina i tuoi figli.
Lotta, lotta, questa è sempre stata la tua natura: un angelo che ci ha sempre rotto le scatole per lottare, lotta per te, per la tua essenza e lotta per gli altri, perché guardino sicuri all’avvenire.
Lotta per un semplice sorriso, lotta per una stretta di mano, lotta per un “si”, lotta per un solco dove poter seminare, lotta per una sola rondine che deve volare, lotta per la vita, per quel germoglio che diventerà ramo e darà i suoi frutti ricorda anche Gesù aveva paura, ma era consapevole della grandezza di ciò per cui lottava, lottava per la vita ed ha lottato con l’unica arma vincente: l’amore!
Anche le statistiche ce lo dimostrano evidenziando come l’amore sia l’unica arma.. ma noi chiudiamo gli occhi, perché?
E un giorno diremo.. “Eppure ce l’avevamo davanti agli occhi ogni santo giorno.. ma non volevamo vedere!! Non volevamo vedere che l’amore è ciò che ci rende realmente felici, ciò che siamo!”.
E ricordatevi, non abbiate paura di amare, è la sola cosa che ti può salvare, che ci può sorreggere che ci porta verso la luce, che ci fa salire di un gradino.
È l’amore che vince SEMPRE
La vita è fatta di priorità trova la tua priorità più grande e vivi per quella priorità, altrimenti perderai per strada l’essenziale, inseguendo false chimere portate dal tempo.
Prendi in mano la tua vita e vivila nel profondo.
“Corri corri a perdifiato contro la corrente che trascina, infrangi la marea di chi ti porta in giù, distruggi le barriere dell’indifferenza, sorridi a chi non sa che la vita non si ferma MAI!
Anche nei giorni tristi la vita è amore, anche tra le bufere la vita è amore, utta la vita è un dono canta per lei, canta per lei”
Così intona una canzone che tanto porti nel cuore, non devi aver paura di fermarti un attimo ad aspettare
ASPETTA, prenditi il tuo tempo, il tuo tempo non è quello della fretta, della rabbia o della paura, se hai una difficoltà.. siediti, fai silenzio intorno a te e dentro di te, una dolce musica giungerà al tuo orecchio: è la CONSAPEVOLEZZA.
Quella consapevolezza che tinge i tuoi occhi di lacrime ogni volta che ne percepisci il profumo.
Notti scure a volte ti sembra di vivere ma non perdere mai il sereno, perché se ci sono le nuvole nel tuo cuore non potrai gustarti l’alba.
Riparati dalle nuvole che passano qualvolta sopra il tuo cuore ed aspetta, non aver paura di aspettare.
Siediti in quell’angolino piuttosto vicino alla siepe ad aspettare, tanta gente passerà, avrai il dubbio di doverla seguire, ma tu aspetta, non aver paura di aspettare, quando sarà il momento però, ALZATI
sicuro di te, senza indugio e sali in quell’autobus che aveva come capolinea.. quell’angolo, piuttosto vicino alla siepe dove tu, aspettando, eri seduto.

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