Citazioni

Alessandro D’Avenia
Non è Beatrice. […]

C’è un solo letto nella penombra della stanza e su quel rettangolo immenso e bianco una sagoma minuta e rannicchiata.
Mi avvicino piano.
Non è Beatrice.
Non è Beatrice.
Quella scema dell’infermiera ha sbagliato stanza e chissà dove mi ha mandato.
Prima di uscire, osservo la figura rannicchiata sul letto.
È una bambina.
Mentre all’inizio mi era sembrato un bambino.
Ha il viso magrissimo e scavato.
La pelle è incolore, di un pallore quasi trasparente.
Il braccio viola vicino all’ago che le entra nel polso.
Ma dorme tranquilla.
Non ha i capelli.
Sembra una piccola marziana, rannicchiata come un bimbo che sta nella pancia della mamma.
Sembra che sorrida mentre dorme.
Sul comodino c’è un libro, una bottiglia d’acqua, un bracciale di perle azzurre e arancioni, una conchiglia di quelle che nascondono il rumore del mare e una foto.
Una foto di quella bimba con la mamma che la abbraccia.
Sulla foto c’è scritto “Sono sempre con te, non avere paura, mia piccola Beatrice”.
Quella bambina ha i capelli rossi.
Quella bambina è Beatrice.

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