Citazioni

Aldo Cazzullo
Fa il comunista e va a sciare […]

Inoltre Thoeni e Gros insegnano ai connazionali a sciare.
Uno sport considerato per ricchi aristocratici diventa uno sport quasi di massa.
«Fa il comunista e va a sciare» si sente dire.
E nei suoi geniali falsi d’autore Michele Serra scrive, fingendo di essere Giorgio Bocca, che «i bianchi pendii di Courmayeur, un tempo accarezzati dai volteggi dei Cordero di Montezemolo, dei Passerin d’Entrèves e dei Pautasso de la Touret, vengono ora scorticati da parastatali romani che si chiamano quasi tutti Nando».
Noi non eravamo né parastatali né romani, ma eravamo comunque i primi in famiglia a sciare.
I nostri genitori non sapevano cosa volesse dire.
Mio padre imparò per evitare di risalire le piste a piedi, affondando nella neve, per riagganciarmi gli sci quando cadevo (non c’erano gli ski stopper, e per evitare di perderli gli sci venivano legati alla gamba, con il rischio di beccarseli in testa).
Lo ricordo con tenerezza disteso sul letto, le tibie piene di lividi, dopo la prima lezione.
La nostra montagna proletaria o al massimo piccoloborghese significava sveglia nel cuore della notte, ore di pullman, panini con la cotoletta da estrarre dalla carta stagnola, calzamaglia, passamontagna siberiano, maglie che facevano le scintille e cioccolata calda al bar della seggiovia.
Faceva più freddo e nevicava molto più di adesso, ma inutile chiedersi dove siano finite le nevi di un tempo, ora la neve la sparano con i cannoni.

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