Chiudiamo un capitolo, l’ennesimo!

Chiudiamo un capitolo, l’ennesimo!

Eccomi qui! Visto che il bravo consorte Elio sta lavorando per me….. (in pratica ha fatto tutto lui per il trasloco visto che io sono un catorcio totale) mi prendo una pausa dal mio incarico. Quale è? Io ho il compito di trovare le soluzioni per tutto! In pratica io affronto ogni singolo problema e ne cerco le soluzioni via Internet. D’altra parte io e il computer siamo una cosa sola 🙂

Per esempio: cambio di targa dell’auto, nuova immatricolazione, passaggio di assicurazioni sia per auto che per la casa, nuovi contratti per Internet, telefono Voip, televisione,  cercare operai per i pavimenti nuovi, trovare un contractor che ci metta gli skylight, ordinare i pezzi della cucina che servono, trovare un elettricista che venga subito a portarci il 220 in casa (per la macchina del caffè e per il Bimby), disdire i contratti qui, avvisare la Posta, medico, dentista, mettere le inserzioni per vendere tutto quello che “ormai” ci avanza….. ecc ecc.
Questo il mio lavoro, l’unico che peraltro riesco a fare e che mi occupa 12 ore al giorno.

Poi, in certi momenti, lascio che la mente stacchi un po’ dalle cose “pratiche” e mi metto a pensare….
Un’altra volta un trasloco, il sedicesimo. Un altro cambio di vita, quando di solito uno finalmente smette di lavorare, va in pensione e si mette tranquillo!
Evidentemente tutto questo  non mi appartiene, ma vi giuro che lo avrei voluto. Lascio questa casa di malavoglia e con molta sofferenza. È una casa che ho molto amato, che avrebbe dovuto vedere la mia rinascita, l’uscita dalla depressione, una nuova vita.
No, non è stato di certo così. Solito fallimento all’ennesima potenza.
Ma è stata comunque la casa che ha visto crescere i miei figli e divenire adulti, la casa che ha visto una famiglia ricostruirsi in qualche modo e reinventarsi.
Ha visto Marco andarsene all’improvviso, senza forse nemmeno capire quello che ci rovesciava addosso.  Se ne è andato per seguire l’amore, pensando che una madre come me fosse un ostacolo. Non ha mai capito – lui o la sua ragazza – che io avrei solo voluto accettare una persona nella nostra famiglia, perché l’arrivo di una persona accanto ai nostri figli, era una gioia e una benedizione. Io sognavo solo di potere essere una amica per i loro compagni come penso di esserlo stata per i loro compagni di scuola. Invece …..lasciamo perdere 🙁
Questa casa ha visto Chiara passare dall’essere una ragazzina del branco ad una adolescente in guerra con la madre per poi finire ad essere una donna coraggiosa e sensibile, una persona con cui si può parlare di tutto e una compagnia magnifica.
Ora vede Elio e me, una vita insieme tra alti e bassi, una coppia persa e ritrovata, forse non nel modo più “classico”, ma con un legame comunque forte.
Insomma una casa che ha visto tanto e mi ha dato tanto. Un rifugio, una tana in cui nascondermi. Molto più delle altre case questa mi è servita per scappare,  per fuggire un mondo che non riuscivo più ad affrontare, un mondo che mi faceva solo sentire terribilmente sola.
Ha visto le mie lacrime disperate, ha ascoltato i miei silenzi, ha accettato la mia rabbia, ha sentito le miei 1000 domande, ha cercato di rendere silenziose le mie urla di angoscia.
Sì, una casa può fare tutto questo.
Ho amato questa casa, l’ho accudita per anni con amore cercando di renderla più bella, più calda ed accogliente per le persone che amavo. Poi , con l’uscita di Marco da qui in quella fatidica data – 07/07/07 – qualcosa si è spezzato. Non sono più riuscita a sentirla come la casa mia e delle persone che amo, forse solo perché non sono mai riuscita a superare quell’uscita sbattendo la porta, l’esclusione di una persona a favore di un’altra.
Da quel giorno questa casa è diventata solo “una casa”, fatta di pareti, finestre e un tetto, troppo poco perché io la amassi come prima.
Ma separarsi sarà duro, alla mia età non c’è più la voglia di scoprire nuovi posti né tanto meno il desiderio di cominciare da capo.
Ho passato gli ultimi mesi sperando che non accadesse nulla, pur sapendo che era necessario vendere: 450 mq di casa su 3 piani per due persone!!! Assurdo.
Un giardino di 2000 mq in cui nessuno andava mai se non per lavorarci. E con i problemi che ormai mi fanno sembrare un birillo che cerca di stare in piedi, non era proprio il caso di restare. Eppure, quando abbiamo avuto conferma della vendita, è stato un colpo brutale: la sola idea di dovere partire, andare a cercare un’altra casa, (dove tra l’altro?), rifare i soliti “ripulisti” (inevitabili ad ogni trasloco), mamma mia…….. un incubo!
Eppure si è fatto,  in qualche modo si sono prese decisioni difficili, che mai sapremo se sono state quelle giuste.
Ho seguito il cuore molto più della ragione, pur sapendo che in questo modo si andrà incontro ad altri problemi.
Ma non potevo tradire una seconda volta Chiara.
Può essere giusto il contrario, un figlio può andarsene lontano e lasciare i genitori se questo è quanto desidera, e noi genitori dovremo farcene una ragione, pur nel dolore e pur non capendo perché un cuore non riesce a contenere due diversi amori.
Ma Chiara aveva già sofferto abbastanza per le mie scelte di 10 anni fa e questa volta era lei a dovere essere messa innanzi a tutto.
E quindi eccoci sulla via di Montreal (non quella di Damasco….)!
Cosa ci aspetti non lo possiamo sapere, dovremo ricominciare tutto di nuovo. Il Quebec non ama chi non parla la loro lingua, quindi si dovrà rimettere nel cassetto l’inglese a cui bene o male in 10 anni mi ero abituata (almeno il mio orecchio lo aveva fatto) e si deve risfoderare il francese, che comunque qui in Canada è decisamente differente.
Per il resto ….. forse non ci saranno grandi cambiamenti, la mia vita sarà la stessa, in casa, nel mio studio, con il mio computer. Non avrò amici nemmeno là e quindi sarò comunque sola.
Saremo Elio ed io, continueremo a cercare di contare su noi stessi come abbiamo cercato di fare fino ad oggi. Dove arriveremo con le nostre capacità bene; se non potremo arrivarci si farà a meno, esattamente come facciamo qui.
Qui potevamo contare su una coppia di amici, o perlomeno persone che per me sono amiche, magari per loro noi siamo solo stati un po’ una palla al piede…… In futuro non ci potranno più essere e dovremo darci da fare maggiormente: ok, così va la vita e noi possiamo e dobbiamo solo adeguarci.
Insomma, si deve tentare di andare avanti, imparando a non essere mai di peso a nessuno e cercando – se possibile – di essere utili qualche volta ai nostri figli ma senza mai essere impiccioni, senza chiedere. Un genitore deve dare e non chiedere, amare è donare.
Presto vedrò di raccontare qualcosa della nuova casa, a Saint Jean sur Richelieu.
Ora sarà meglio che mi occupi di preparare qualcosa per la cena, usando tutto quello che ancora ho nei congelatori: non facile dovere dare fondo ad una serie di cose che non stanno insieme tra loro…..
Grazie come sempre per darmi l’illusione di non essere sola……

La mia firma con la zampa d'orso!

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